Chi è che non odia AutoCAD?
Ebbene, questa volta l'Autodesk ci farà ricredere, o almeno ci proverà.
La nuova applicazione denominata Project Butterfly, proietta quello che oramai è la condicio sine qua non del disegno tecnico (tanto quanto lo erano ai tempi tecnigrafi e grafos) nel mondo di internet (di internet 2 per la precisione, al secolo WEB 2.0)
Finalmente i nostri DWG si libreranno nell'etere come farfalle.
In poche parole attraverso una pagina web, utilizzando un qualsiasi browser, si possono modificare dei files DWG proprio (o quasi [è ancora in fase di sviluppo]) come facciamo con il caro vecchio CAD, con la sostanziale differenza che non serve avere il programma installato sul nostro PC (credo sia una applicazione Java).
Ma questa è solo la punta dell'iceberg, difatti grazie a questo innovativo strumento, la gestione dei files è estremamente più semplice, i vari salvataggi fatti su uno stesso file vengono registrati, quindi non ci saranno più suicidi causati da errate sovrascrizioni (desidera veramente sovrascrivere il file: "progetto_finito.dwg" con questo modello vuoto? SI....NOOOOO);
anche la modalità di revisione sembra estremamente utile ed utilizzabile, ma la vera novità, è la possibilità di lavorare su uno stesso disegno contemporaneamente (avete capito bene) in più persone.
Naturalmente se un file viene modificato in vostra assenza, c'è una funzione che passo passo mostra le modifiche che sono state effettuate nel modello, con tanto di didascalia sulle azioni eseguite dai collaboratori.
Ciliegina sulla torta, al termine della sessione, viene recapitato nella vostra email un report, nel quale sono presenti tutti i messaggi di chat avvenuti durante il lavoro e i modelli sui quali si è lavorato.
Per capirci, tra il vecchio modo di lavorare di gruppo in CAD e quello proposto dal Butterfly, c'è la stessa differenza che c'è tra lo scrivere una e mail e il chattare con l'instant messaging (tipo MSN messenger).
Ammetto che mi ha lasciato spiazzato vedere un'altro puntatore sullo schermo che lavora sul mio stesso modello (disegno).
Non nascondo il mio entusiasmo per questa nuova applicazione, e spero si evolva bene e in fretta.
Uno strumento del quale già da tempo si sentiva il bisogno e che cambierà il modo di lavorare di molti.
Le uniche pecche che ho notato sono: solo comandi base, zoom lento, chat malfunzionante e la vista sul modello identica per tutti i partecipanti; (ma è comunque in continuo aggiornamento) per il resto, non vedo l'ora di vederlo all'opera sul serio.
Vi lascio con un video che sicuramente sarà più esaustivo delle mie righe convulse.
Links correlati:
http://labs.autodesk.com/technologies/butterfly/ (ENG)
http://autodeskbutterfly.wordpress.com/2010/02/01/new-version-up/ (ENG)
http://www.youtube.com/AutodeskButterfly
mercoledì 3 febbraio 2010
martedì 26 gennaio 2010
Il mastro sellaio (Critica alla critica)
Riporto in maniera quasi integrale un racconto tratto da Das Andere, la rivista pubblicata e redatta da Adolf Loos (ne uscirono solamente 2 numeri nel 1903).
La rivista si poneva lo scopo di occidentalizzare l'Austria.
Loos viaggiò molto, soggiorno in Inghilterra e negli U.S.A. ed era assolutamente convinto che l'unica via per il progresso culturale era quella già battuta dalle 2 super potenze.
A tal scopo scrisse sui più disparati argomenti, dall'architettura al design, dalle carrozze alla biancheria intima (molto "bloggher" a parer mio).
I suoi scritti hanno come target tutta la popolazione, non solo i colti, quindi spesso si trova a raccontare storielle, vere e proprie parabole.
Una di queste sarebbe bene tenerla a mente prima di prendere la matita (oppure il mouse) in mano e tirare linee su un foglio bianco; ve la riporto quì di seguito:
La rivista si poneva lo scopo di occidentalizzare l'Austria.
Loos viaggiò molto, soggiorno in Inghilterra e negli U.S.A. ed era assolutamente convinto che l'unica via per il progresso culturale era quella già battuta dalle 2 super potenze.
A tal scopo scrisse sui più disparati argomenti, dall'architettura al design, dalle carrozze alla biancheria intima (molto "bloggher" a parer mio).
I suoi scritti hanno come target tutta la popolazione, non solo i colti, quindi spesso si trova a raccontare storielle, vere e proprie parabole.
Una di queste sarebbe bene tenerla a mente prima di prendere la matita (oppure il mouse) in mano e tirare linee su un foglio bianco; ve la riporto quì di seguito:
Il mastro sellaio
[...]Un bel giorno si propagò in città (Vienna N.d.R.) un movimento singolare. Fu chiamato Secession.
Esso prescriveva che si producessero soltanto oggetti d'uso moderni.
Quando il mastro sellaio ne venne a conoscenza, prese con se la sua sella migliore e si recò dal capo della Secession.
E gli disse:"Signor professore..[...]...ho saputo delle regole che avete stabilito. Sono anch'io un uomo moderno. Anch'io vorrei lavorare in modo moderno. Mi dica: questa sella è moderna?"
Il professore esaminò la sella e tenne all'artigiano un lungo discorso nel quale ricorrevano di continuo solo le parole 'arte dell'artigianato', 'individualità', 'moderno', 'Hermann Bahr', 'Ruskin', 'arte applicata', ecc. ecc. Il risultato però era: no, questa non è una sella moderna.
L'artigiano se ne andò tutto mortificato. E ci pensò su; si metteva a lavoro e poi ricominciava a pensare. Ma per quanto si sforzasse di attenersi alle nobili regole del professore, il risultato era sempre la sua vecchia sella.
Rattristato tornò dal professore. Gli confidò la sua pena. Il professore esaminò i tentativi dell'artigiano e disse:"Caro artigiano, lei non ha fantasia".
[...]
Ma il professore disse:"Torni domani. Siamo qui apposta per incoraggiare l'artigianato e fecondarlo con idee nuove. Voglio vedere che cosa si può fare per lei".
E durante la sua lezione disse ai suoi allievi di svolgere il tema seguente: progetto di una sella.
Il giorno successivo il mastro sellaio ritornò. Il professore potè presentargli 49 progetti di selle.
[...]
Il mastro sellaio osservò a lungo i disegni e ai suoi occhi tutto divenne sempre più chiaro.
Infine esclamò:"Signor professore! Se io m'intendessi così poco di equitazione, di cavalli, di cuoio e di lavorazione, avrei anche io la sua fantasia".
E vive da allora felice e contento.
E fa selle.
Moderne?
Non lo sa.
Selle.
Architettura in saldo - Libeskind: Villa in serie
Oramai è una notizia un po' datata, ma solo ora mi sono soffermato a riflettere su questo NON nuovo status simbol, la villa di lusso firmata (direi griffata), ma questa volta a buon mercato (relativamente).
A progettarla Daniel Libeskind, eletto all'olimpo delle archistar per il Museo Ebraico di Berlino, forse l'archistar più archistar che c'è.
L'idolo dei vetrai e dei lattonieri ci mette la faccia, nel vero senso della parola, basta andare sul sito http://libeskind-villa.com/ per vederlo e comprarlo...emhm... per poter acquistare una delle 30 ville (naturalmente il lusso deve essere a "tiratura limitata") progettate di suo pugno.
Per godere dei benefici di questi 500mq su 2 livelli, bisogna sborsare tra i 2 e i 4 milioni di dollari.
E la sinergia tra committente e progettista?
....tra abitazione e padrone di casa?
..tra progetto e contesto?
Bah.....
Il sistema di prefabbricazione (a giudicare dalle poche informazioni) è vecchio di 100anni....non mi sembra questa grande novità come dicono.....
Funzionalmente si nota solo la non centralità del salotto con camino, che sembra voler fuggire fuori dall'organismo (restandole comunque ben ancorato).
La struttura è in legno e compensato....il rivestimento esterno è in zinco......gli interni intonacati....
Riscaldamento geotermico, raccolta delle acque piovane, pannelli solari (per l'acqua calda) e fotovoltaico in film sottile per un consumo medio annuo di 40kW per ogni metro quadrato..tutto molto alla moda....tutto ben nascosto, lungi dall'essere parte integrante della composizione (almeno dalle foto che ho potuto vedere)...
Certo che progettare una casa prefabbricata a risparmio energetico che funzioni in ogni parte del globo è una bella sfida...però non mi convince affatto, continuo a pensare che un edificio possa andar bene solo per un punto geografico e che lo scultore debba fare lo scultore e l'architetto.......l'Architetto...
Ad ognuno i suoi strumenti, ad ognuno il suo linguaggio........ad ognuno le sue responsabilità.
Bah...
Però quando ti ricapita di poter acquistare una villa firmata da Libeskind a questo prezzo super scontato?
ACCORRETE L'ARCHITETTURA E' IN SALDO!!
Link correlati:
http://www.daniel-libeskind.com/projects/show-all/the-villa-libeskind-signature-series/ (ENG)
http://libeskind-villa.com/ (ENG)
http://www.libeskind-villa.com/presse/090615_NYTonline.pdf (ENG)
http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Libeskind (ITA)
http://images.google.it/images?hl=it&source=hp&q=libeskind%20villa&um=1&ie=UTF-8&sa=N&tab=wi#start=0&tbo=1 (IMMAGINI)
A progettarla Daniel Libeskind, eletto all'olimpo delle archistar per il Museo Ebraico di Berlino, forse l'archistar più archistar che c'è.
L'idolo dei vetrai e dei lattonieri ci mette la faccia, nel vero senso della parola, basta andare sul sito http://libeskind-villa.com/ per vederlo e comprarlo...emhm... per poter acquistare una delle 30 ville (naturalmente il lusso deve essere a "tiratura limitata") progettate di suo pugno.
Per godere dei benefici di questi 500mq su 2 livelli, bisogna sborsare tra i 2 e i 4 milioni di dollari.
E la sinergia tra committente e progettista?
....tra abitazione e padrone di casa?
..tra progetto e contesto?
Bah.....
Il sistema di prefabbricazione (a giudicare dalle poche informazioni) è vecchio di 100anni....non mi sembra questa grande novità come dicono.....
Funzionalmente si nota solo la non centralità del salotto con camino, che sembra voler fuggire fuori dall'organismo (restandole comunque ben ancorato).
La struttura è in legno e compensato....il rivestimento esterno è in zinco......gli interni intonacati....
Riscaldamento geotermico, raccolta delle acque piovane, pannelli solari (per l'acqua calda) e fotovoltaico in film sottile per un consumo medio annuo di 40kW per ogni metro quadrato..tutto molto alla moda....tutto ben nascosto, lungi dall'essere parte integrante della composizione (almeno dalle foto che ho potuto vedere)...
Certo che progettare una casa prefabbricata a risparmio energetico che funzioni in ogni parte del globo è una bella sfida...però non mi convince affatto, continuo a pensare che un edificio possa andar bene solo per un punto geografico e che lo scultore debba fare lo scultore e l'architetto.......l'Architetto...
Ad ognuno i suoi strumenti, ad ognuno il suo linguaggio........ad ognuno le sue responsabilità.
Bah...
Però quando ti ricapita di poter acquistare una villa firmata da Libeskind a questo prezzo super scontato?
ACCORRETE L'ARCHITETTURA E' IN SALDO!!
Link correlati:
http://www.daniel-libeskind.com/projects/show-all/the-villa-libeskind-signature-series/ (ENG)
http://libeskind-villa.com/ (ENG)
http://www.libeskind-villa.com/presse/090615_NYTonline.pdf (ENG)
http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Libeskind (ITA)
http://images.google.it/images?hl=it&source=hp&q=libeskind%20villa&um=1&ie=UTF-8&sa=N&tab=wi#start=0&tbo=1 (IMMAGINI)
domenica 20 dicembre 2009
Matita V.S. Mouse v.2.0.1
L'immagine che vedete è frutto dell'ennesima riflessione sull'importanza delle nuove tecniche di disegno e di progettazione.
Nella parte sinistra vediamo un progettista, che riporta l'idea, presente nella sua mente, su un foglio per mezzo del movimento sullo stesso di una matita.
Questa azione provoca la creazione di una realtà altra (virtuale) in cui l'immagine mentale di una persona, si solidifica e si rende conoscibile anche ad altri capaci di interpretare la simbologia usata.
Ogni azione sul foglio, provoca una modificazione locale di questa realtà virtuale creatasi, per esempio disegnando più linee si può palesare quello che alcuni riconoscono come una finestra.
Nella parte destra vediamo invece un programmatore/progettista che dopo aver opportunamente "istruito" il proprio computer per mezzo di programmi e macro, attraverso l'inserimento di un input da mouse (o tastiera), riporta l' idea, presente nella propria mente, su una realtà virtuale informatica.
L'input del progettista però, viene rielaborato dal computer a seconda di come è stato precedentemente programmato, restituendo quindi una realtà differente da quella che ci si aspetterebbe e che a volte è inattesa persino per l'operatore.
Il concetto è un po' difficile da esprimere, ma il succo è questo:
Con il disegno tradizionale (a matita), utilizzando una protesi artificiale comunicativa quale la grafite, su un'altra protesi artificiale dell'immaginazione cioè il foglio, riusciamo ad esprimere le nostre idee ed a migliorarle attraverso diversi input dati dai segni che lasciamo sulla carta.
Con il disegno(/progettazione) informatico utilizziamo il computer quale protesi di quasi tutta la mente, riuscendo quindi ad interagire con le nostre idee ed avendo per un singolo input (potenzialmente) infinite trasformazioni del nostro modello.
Trasformazioni non casuali, ma prestabilite dalla nostra precedente programmazione.
Ad esempio per la progettazione di un garage, potrebbe bastare inserire pochi dati quale il contesto sul quale posizionarlo, il tipo di veicolo da custodire ed altre specifiche date dal committente per ottenere dalla computazione informatica immediatamente un organismo architettonico valido (con tanto di eventuale risoluzione di ponti termici ahaha).
Fino ad oggi si è relegato uno strumento potente come il computer a mero disegnatore, evoluzione di quello che era il tecnigrafo, i programmi CAD vengono utilizzati semplicemente per economizzare un lavoro che potrebbe benissimo essere fatto a mano da un operatore lobotomizzato.
Il futuro della progettazione architettonica sta nell'eliminazione di ogni pensiero e movimento assimilabile al disegno, per trasformare la progettazione in assoluta programmazione.
Il computer deve essere visto come un allievo che opportunamente istruito non diventa un supporto alla progettazione, ma progettazione stessa.
Se qualcuno dovesse pensare che ciò annulli "l'architetto" sbaglierebbe, ci sarà sempre bisogno di un Architetto programmatore, di un Architetto che sappia rilevare la realtà vera e riportarla sotto forma di input nella realtà virtuale (che anche con i metodi tradizionali è la parte più importante dell'Architettura) e di uno che verifichi i risultati di questo processo.
Quest'evoluzione si chiama Architettura Algoritmica (parametrica) Generativa (o genetica), proprio perchè la nostra idea attraverso algoritmi di calcolo si genera, si modifica e si evolve al di la della possibilità umana grazie all'aiuto del computer, protesi della mente e non del braccio.
Questa consapevolezza e questa sicurezza nell'informatica sono arrivate improvvise, grazie credo alla recente letture di Eisenman Digitale (edito da Testo&Immagine), un libro vecchio di 10 anni e la scoperta dei RhinoScripts (e del Grasshopper) per il famoso programma di modellazione Rhinoceros.
Non so se sono riuscito ad essere chiaro, mi farò aiutare dal video seguente:
links:
(Grasshopper - Rhinoscripting)
http://www.grasshopper3d.com/
http://crtl-i.com/blog/category/grasshopper-explicit-history/
http://btlb.blogspot.com/
http://liquidtectonics.blogspot.com/
(Altro)
http://www.cstem.it/2006/generative_ars.php
http://www.cstem.it/index_i.php
http://scriptinarnasco.blogspot.com/
http://madeincalifornia.blogspot.com/
domenica 13 dicembre 2009
Carta igenica o Traveller's Cheque? v.2.0.1
Mi tocca tornare su un'argomento trattato più di un'anno fa, quello sul mio difficile rapporto con le riviste di Architettura, ricordate?
Per chi non avesse letto il post (ma sono sicuro che tutti l'abbiate fatto hahaha) eccovi il link http://frustrazioniarchitettoniche.blogspot.com/2008/10/carta-igenica-o-travellers-cheque.html .
Da quel giorno ho comperato si e no 3 riviste, e me ne sono pentito.
Nel frattempo i vari Blog in materia sono diventati sempre di più e sempre migliori, basta scorrere tra i link da me consigliati (nella colonna a destra).
La prima differenza che balza all'occhio, tra blog e carta stampata, è quella della lunghezza degli articoli, i blog sono decisamente più ermetici, anche perchè se un redattore di una rivista si trova a recensire una o due architetture al mese, per i blogger si tratta (a volte) di uno o due edifici al giorno!
Questo a scapito della descrizione dell'edificio e della critica su quest'ultimo, affidate al lettore.
Poco male!
Gli articoli dei blog sono spesso correlati da numerose immagini e link, mentre (come dicono in molti) la critica architettonica è morta.
Come disse Bruno Zevi:"A cosa serve una critica che non critica?".
Fatto sta che, chi più e chi meno, tutte le riviste se la stanno passando male, oramai per tenersi a galla si sono riempite le pagine di pubblicità, tanto che sembrano più incentrate sulla grafica pubblicitaria che sull'architettura.
Non possono reggere la concorrenza dei blog, delle e-zine e simili, che hanno costi di pubblicazione infinitamente più leggeri e la possibilità di essere gratuite.
In tutto ciò che ti succede?
Succede che Costruire in Laterizio, viene resa disponibile sul web in PDF http://www.laterizio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=396&Itemid=204 .
Non solo, oltre ad essere gratuita (compresi gli arretrati), non vi è presenza di pubblicità!
Ciò è possibile in quanto la lobby del laterizio è forte, e la rivista è di per se una pubblicità al loro settore.
Di sicuro è una risorsa in più, gratuita, che non fa mai male.
Ora, il problema diventa la sovrabbondanza di informazioni, a volte con fonti discutibili.
Mai cadere nell'errore di dare per vero tutto ciò che si legge su internet (questo blog non fa eccezione), cercare sempre conferme.
Almeno fino a quando non si stabilizzerà il fenomeno blog, dandoci testate "certificate" delle quali fidarsi ciecamente.
Per chi non avesse letto il post (ma sono sicuro che tutti l'abbiate fatto hahaha) eccovi il link http://frustrazioniarchitettoniche.blogspot.com/2008/10/carta-igenica-o-travellers-cheque.html .
Da quel giorno ho comperato si e no 3 riviste, e me ne sono pentito.
Nel frattempo i vari Blog in materia sono diventati sempre di più e sempre migliori, basta scorrere tra i link da me consigliati (nella colonna a destra).
La prima differenza che balza all'occhio, tra blog e carta stampata, è quella della lunghezza degli articoli, i blog sono decisamente più ermetici, anche perchè se un redattore di una rivista si trova a recensire una o due architetture al mese, per i blogger si tratta (a volte) di uno o due edifici al giorno!
Questo a scapito della descrizione dell'edificio e della critica su quest'ultimo, affidate al lettore.
Poco male!
Gli articoli dei blog sono spesso correlati da numerose immagini e link, mentre (come dicono in molti) la critica architettonica è morta.
Come disse Bruno Zevi:"A cosa serve una critica che non critica?".
Fatto sta che, chi più e chi meno, tutte le riviste se la stanno passando male, oramai per tenersi a galla si sono riempite le pagine di pubblicità, tanto che sembrano più incentrate sulla grafica pubblicitaria che sull'architettura.
Non possono reggere la concorrenza dei blog, delle e-zine e simili, che hanno costi di pubblicazione infinitamente più leggeri e la possibilità di essere gratuite.
In tutto ciò che ti succede?
Succede che Costruire in Laterizio, viene resa disponibile sul web in PDF http://www.laterizio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=396&Itemid=204 .
Non solo, oltre ad essere gratuita (compresi gli arretrati), non vi è presenza di pubblicità!
Ciò è possibile in quanto la lobby del laterizio è forte, e la rivista è di per se una pubblicità al loro settore.
Di sicuro è una risorsa in più, gratuita, che non fa mai male.
Ora, il problema diventa la sovrabbondanza di informazioni, a volte con fonti discutibili.
Mai cadere nell'errore di dare per vero tutto ciò che si legge su internet (questo blog non fa eccezione), cercare sempre conferme.
Almeno fino a quando non si stabilizzerà il fenomeno blog, dandoci testate "certificate" delle quali fidarsi ciecamente.
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