lunedì 3 novembre 2014

Frustrazioni Architettoniche è morto, lunga vita a Frustrazioni Architettoniche

Dopo anni di inattività procedo alla chiusura ufficiale di Frustrazioni Architettoniche. 
Questo blog era nato dal bisogno di comunicare le mie incertezze e le mie convinzioni sull'architettura, o quantomeno sullo studio dell'architettura. I post nascevano da discorsi tra amici, da immagini, o da lezioni seguite (poche lo ammetto) alla facoltà di architettura (fù) "Valle Giulia" (che ho visto nascere ed ho visto morire durante il mio percorso universitario, tra docenti ed ordinamenti che da nuovissimi diventavano vecchi...io li avrei chiamati "obsoleti"). 

Ad un certo punto, un punto preciso, ho smesso di pubblicare post. I motivi principalmente due (oltre all'evidente inutilità di un blog che non parli di moda).
Per prima cosa ho smesso completamente di seguire il mio corso di studi, dedicandomi ad una ricerca personale sull'AAD (algorithms aided design); come mentore Arturo Tedeschi, che intervistai proprio su questo blog all'indomani dell'uscita del suo primo libro "Architettura Parametrica - Introduzione a Grasshopper"; quello è stato probabilmente l'ultimo vero post di questo blog.
E poi non c'era tempo di scrivere, ne di avere dubbi. Ogni giorno una nuova scoperta, ogni giorno una cosa nuova da fare, da sperimentare. E la guida di Arturo, che a causa delle inimmaginabili ore di lavoro e di ricerca in tandem, in brevissimo tempo ha acquisito la stessa familiarità che solitamente riconosciamo ad un amico d'infanzia....o all'home page di google.

Da quel post ho lavorato per diversi studi, a progetti più o meno grandi, con soddisfazioni altrettanto altalenanti; l'importante è che ho sempre lavorato in un modo che fino a pochi anni fa non esisteva, cioè redigendo algoritmi.
Continuando comunque a fare ricerca con Arturo, A>T....per darci un tono.

Diversi lavori sono stati interessanti dicevo, dall'EcoCity di J.M. Schivo & Associati, alla Softwall di Studio Kami; e poi i progetti con l'agenzia Double, l'istallazione Nu:s (con Arturo Tedeschi) al chiostro del Bramante e poi al Macro di Testaccio e le Parametric Shoes (con Arturo Tedeschi ed Alessio Spinelli) esposte persino al Carousel du Louvre a Parigi.
Sempre con Arturo sono stato a Venezia per il "Fuori Biennalle", finendo tra i primi 10 studi d'architettura under 35 in italia con il Cloud Bridge (progetto strapubblicato). Ho girato mezza italia con i workshop Plug-it ed Ecologic per i quali sono tutor. Sono stato tutor assistant per la Architectural Association di Londra per le visiting school a Roma. Ho addirittura tenuto lezioni e corsi in alcune università pur non avendo ancora una laurea. 
Un vortice di eventi e di incontri che hanno dilatato a dismisura questi 3 anni, molto più lunghi ed intensi di quanto avrei mai immaginato. 

E adesso...Un mese fa tenevo un talk al Maker Faire. Tre settimane fa è uscito il nuovo libro di Arturo Tedeschi, AAD_Algorithms Aided Design. e l'ultimo capitolo porta la mia acerba firma. La settimana scorsa mi sono laureato. Da domani lascio Roma. 
L'ossigeno non basta più come comburente, le esplosioni sono afone, tutto è avvolto da una nebbia che spunta le lame, non c'è neanche il tempo di emozionarsi; neanche davanti alla commissione di laurea (probabilmente uno dei momenti vissuti in modo più rilassato di questi ultimi tre anni).

Detto ciò, continuo ad essere frustrato. Le "frustrazioni architettoniche" non ti abbandonano, come non ti abbandonano i dubbi. Però impari a conviverci ed a non averne paura. Le frustrazioni mi fanno compagnia in stazione, mentre aspetto il prossimo freccia rossa, mi pressano e mi spingono sempre un po' più avanti. Quindi....tagliando corto....il blog non mi serve più, lo chiudo.

Lo chiudo pubblicando le tavole della mia tesi di laurea, discussa giovedì 30 ottobre 2014.....si, c'è voluto un po'.....una decina d'anni credo....neanche ho tenuto il conto.
Titolo: "Progettazione ambientale parametrica di un prototipo di campo d'emergenza e di un nuovo insediamento", relatore (dopo altri) E. Mancuso.
Si tratta di un algoritmo al quale basta sapere dove c'è stato un disastro e quante sono le persone coinvolte e lui "progetta" un campo transitorio con relative tende ed un nuovo quartiere con strutture stampate in digital fabrication (non chiamiamola stampa 3D).
Naturalmente la provocatoria ricerca celata, mirava all'insegnare ad un computer il mestiere dell'architetto.....un piccolo mattoncino per carità...però è stato divertente.

A presto
Maurizio





p.s. ringrazio Arturo T. Luca D. Marianna V. Eugenio M. Ferdinando P. Damiano I. e Vincent V. che hanno contribuito a vario titolo alla tesi.

p.p.s. dimenticavo.....c'è chi ci tiene...valutazione 108 su 110, la prossima volta cercherò di fare meglio :P

lunedì 25 luglio 2011

.: flowL + fillotassi

Punti [sin(x)*x    cos(y)*y] + voronoi + flowL

FlowL è un nuovo componente per GH dei grandissimi [UTO], permette di "generare" linee di campo tra punti con carica positiva e negativa.
Il percorso delle linee è calcolato con il "Metodo di Runge-Kutta".





LINKS
http://www.grasshopper3d.com/group/geco
http://www.utos.blogspot.com/
http://en.wikipedia.org/wiki/Runge%E2%80%93Kutta_methods

.: L'inizio della fine

Sta mattina ho consegnato la DOMANDA DI ASSEGNAZIONE TESI E RELATORE presso la segreteria di Valle Giulia.

La tesi è in Progettazione Ambientale, i relatori C.Nava e C.Lannutti.

Già in passato avevo iniziato a buttar giù qualche idea, potete trovare le prime bozze a questi link:
http://frustrazioniarchitettoniche.blogspot.com/2010/10/parametric-emergency-camp-beta.html
http://frustrazioniarchitettoniche.blogspot.com/2011/01/parametric-emergency-camp-beta-v-15.html

Di seguito la relazione:



TESI DI LAUREA:
Progettazione ambientale parametrica di un prototipo di campo d’emergenza per un nuovo assetto insediativo”
CANDIDATO: Maurizio Degni
MATRICOLA: 362881
ARCHITETTURA U.E.



L’obiettivo della mia ricerca è quello di generare un algoritmo che attraverso l’utilizzo di software parametrici, GIS e di analisi, restituisca come output progetti di campi d’emergenza che siano in grado di configurarsi nel tempo come insediamenti stabili.

Il fine è quello di studiare le possibilità offerte dalla progettazione parametrica (coadiuvata da opportuni software) in ambiti estremamente delicati e densi di variabili come sono quelli dell’emergenza, nei quali anche la rapidità di progettazione e di esecuzione gioca un ruolo fondamentale.
Grazie ai software parametrici è possibile infatti creare una logica associativa di relazioni tra le parti del progetto; ciò sta a significare che cambiando i parametri in input, l’intero modello del campo d’emergenza si modificherà automaticamente.

Attraverso le banche dati GIS l’algoritmo individuerà la posizione migliore per l’edificazione del campo, passando poi alla definizione del layout urbanistico ed infine alla progettazione dei servizi e delle singole unità abitative.
Il flusso di dati terminerà in macchine a controllo numerico in grado di produrre rapidamente i pezzi speciali necessari alla realizzazione del campo.
Il progetto risultante da questo processo rispetterà i criteri di progettazione ambientale, di psicologia architettonica e sarà predisposto ad accogliere la futura urbanizzazione.



venerdì 24 giugno 2011

.: Cercando l’architettura - dedicata agli studenti di architettura che si sono imbattuti nel sottoscritto (di Andrea Parenti)

Condivido con voi una "nota/consiglio" di Andrea Parenti, persona che stimo molto.
In questi ultimi mesi molti degli studenti con i quali ho avuto il piacere di confrontarmi durante i corsi di Laboratorio di Progettazione I e II di qualche anno fa si sono laureati o si stanno laureando.
Non so cosa possiate aver imparato in tutti i corsi che avete frequentato e che cosa è vi è rimasto di questa esperienza universitaria. Avrete  sicuramente letto molti libri e ascoltato milioni di parole dentro quella facoltà così ricca di “professori” e così povera di architetti. Non voglio avere certo io la presunzione di dirvi cosa è l’architettura o di insegnarvi qualcosa: ci sono già troppi che pontificano e sentenziano e francamente io sono l’ultimo a poterlo/volerlo fare.
Voglio solo dirvi dove io cercato e trovato l’architettura o dove invece non l’ho trovata:

non ho trovato l’architettura nei dipartimenti universitari, nelle barbe polverose di baroni pronti solo ad autocelebrarsi;
non ho trovato l’architettura negli sterili fiumi di parole di libri scritti per catalogare ed ingabbiare in categorie astratte ciò che, credo non sia e non debba essere catalogato;
non ho trovato l’architettura negli aperitivi fighetti e nei salotti intellettuali, nelle conferenze o nelle “lectio magistralis”;
non ho trovato l’architettura sui manuali e nei saggi di chi troppo saggio non credo che sia;
non ho trovato l’architettura varcando la soglia di entrata della facoltà e quando ho preso l’uscita ho avuto la netta sensazione che mi avessero “fregato”.
Non ho trovato l’architettura dietro i banchi, né davanti a una lavagna, non dentro certe aule e non lungo certi corridoi.
Non ho trovato l’architettura dentro un computer.
Non ho trovato l’architettura tra sciocchi collezionisti d’architettura che girano il mondo per fotografare senza vedere, le opere pubblicate sulle riviste patinate, per poter poi vantarsi e mostrare le foto ad amici e studenti.
Non ho trovato l’architettura in un aula magna il giorno che mi hanno consegnato un foglio di cartoncino che ho riposto in un cassetto e mai più tirato fuori.
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Ho trovato l’architettura nello sguardo ostinato di un vecchio alto e curvo che, “pietra preziosa”, regalava passione e spaccava plastici.
Ho trovato l’architettura in un professore che non ho mai avuto, che da dietro il suo farfallino sparava bordate e scagliava libri economici pesanti come pietre.
Ho trovato l’architettura, guardando il mare e respirando profondamente il vento che portava.
Ho trovato l’architettura nelle poesie  e nei romanzi che ho letto.
Ho trovato l’architettura ascoltando un brano jazz mentre tornavo a casa in macchina.
Ho trovato l’architettura fumando una sigaretta da solo in balcone mentre guardavo un cielo che schiariva.
Ho trovato l’architettura nei miei passi mentre ammiravo stupito e stupido, gli spazi creati da un uomo a cui è scoppiato il cervello.
Ho trovato l’architettura tutta sparsa intorno a me quando ho deciso di chiudere con decisione un inutile polveroso manuale.
Ho trovato l’architettura nello sguardo innamorato di una donna.
Ho trovato l’architettura nel brevissimo istante che segue il risveglio da un terribile incubo nella notte.
Ho trovato l’architettura nel legno di una barca pronta a portarmi su qualche altra riva.
Ho trovato l’architettura nelle mie scarpe bagnate dopo un temporale di fine estate.
Ho trovato l’architettura nel coraggio di non accontentarmi di quello che mi sentivo dire.
Ho trovato l’architettura nelle parole di Ulisse nel XXVI canto dell’inferno della Divina Commedia.
Ho trovato l’architettura nell’ostinata razionalità con cui Goethe ha riconosciuto l’irrazionalità delle cose.
Ho trovato l’architettura quando io l’ho cercata e non quando me l’hanno tirata addosso.

Ho trovato l’architettura, ma ogni volta che credevo di averla in pugno non c’era già più.
Non troverò più l’architettura quando la cercherò tra l’architettura e non nella vita.


martedì 19 aprile 2011

.: Parametric Architecture with Grasshopper - Primer

Da oggi disponibile su DEASTORE il libro "Parametric Architecture with Grasshopper - Primer" di Arturo Tedeschi (edizioni Le Penseur).
L'edizione inglese di "Architettura Parametrica - Introduzione a Grasshopper" (II° edizione), l'ottimo (nonché primo) manuale in italiano su Grasshopper, il plugin per Rhinoceros.
Da questo link è possibile effettuare l'aquisto: http://www.edizionilepenseur.it/edizioni/it/component/content/article/1-english-books/60-parametric-architecture-with-grasshopper-primer

venerdì 18 marzo 2011

.: Prolusione al corso di Progettazione Ambientale

Mercoledì 23 Marzo 2011 si terrà presso la Facoltà di Architettura "Valle Giulia" (Roma) la prolusione al corso di Progettazione Ambientale tenuto dalla Prof.ssa Arch. Consuelo Nava.




Per maggiori INFO http://progettazioneambientale.blogspot.com/

mercoledì 16 marzo 2011

.: New GRASSHOPPER book

Presto uscirà la traduzione in inglese del noto libro scritto da Arturo Tedeschi "Architettura Parametrica: Introduzione a Grasshopper" (II° edizione)  edito da Le Penseur.
Potete trovare un intervista all'autore a questo indirizzo: http://frustrazioniarchitettoniche.blogspot.com/2010/11/architettura-parametrica-introduzione.html

E' possibile effettuare una preordinazione dal loro sito web.

http://www.edizionilepenseur.it/

sabato 12 marzo 2011

.: Beta frattale Fibonacci



Posto alcune immagini relative ad un mio vecchio studio.
E' un frattale generato mediante la sequenza di Fibonacci, i cui valori progressivi,posti come coordinate cartesiane generano una griglia 3D della quale seleziono "tot" punti per avere dei cubi.






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sabato 19 febbraio 2011

.: Architettura e Leggi di Murphy v. 1.2

Già qualche anno fa postai alcune delle principali "Leggi di Murphy", spiegando il significato del titolo Frustrazioni Architettoniche: un blog spietatamente ottimista (clicca quì per il vecchio post).
Di recente ho scovato alcune "leggi di Murphy" applicate alla progettazione......


  • Supposizione di Yoda – Sanderson: Se un qualsiasi programma gira sotto debugger, i suoi bug tendono a non manifestarsi.
  • Prima legge di O'Malley: Le specifiche per un qualsiasi progetto sono incomplete.
  • Seconda legge di O'Malley: Se le specifiche per un progetto sono complete, si verrà passati ad un altro progetto.
  • Legge di Osborn: Le variabili non mutano mai, le costanti sì.
  • Prima legge delle modifiche: Qualsiasi informazione che comporti un cambiamento nel progetto sarà trasmessa al progettista dopo – e soltanto dopo – che tutti i disegni sono stati completati (Meglio conosciuta col nome di Legge dell' "Adesso me lo dicono!")
    • Corollario: In casi semplici, che presentino una soluzione ovviamente giusta e una ovviamente sbagliata, è spesso più saggio scegliere quella sbagliata, in modo da aver già pronta la conseguente modifica.
  • Seconda legge delle modifiche: Quanto più innocua sembrerà una modifica, tanto più le sue conseguenze si estenderanno e maggiore sarà il numero dei disegni che dovranno essere rifatti.
  • Terza legge delle modifiche: Se, quando il completamento di un disegno è imminente, le dimensioni vengono finalmente comunicate come sono in realtà – invece di come si era pensato che fossero –, si fa sempre prima a cominciare tutto da capo.
    • Corollario: E' normalmente poco pratico preoccuparsi in anticipo di eventuali ostacoli: se non ce ne sono, qualcuno si preoccuperà di crearvene.
  • Legge del centimetro perso: Nel progettare qualsiasi tipo di costruzione, nessun totale potrà essere calcolato esattamente dopo le 16.40 di venerdì.
    • Corollari:
      1. Nelle stesse condizioni, se una qualsiasi piccola dimensione è indicata in millimetri, il totale risulterà del tutto impossibile a calcolarsi.
      2. Il totale corretto risulterà evidente alle 9.01 di Lunedì.
  • Legge della confusione applicata:
    1. L'unico pezzo che la fabbrica si è dimenticata di spedire è quello su cui si regge il 75% di quelli spediti.
      • Corollario: Non soltanto la fabbrica si è dimenticata di spedirlo, ma il 50% delle volte non lo produce nemmeno.
    2. I tempi di consegna di qualsiasi merce sono direttamente proporzionali al bisogno che se ne ha.
    3. Dopo aver aggiunto due settimane alla vostra tabella di marcia per ritardi imprevisti, aggiungetene altre due per i ritardi che davvero non prevedete.
    4. In una qualsiasi struttura, il pezzo più importante farà di tutto per andare a finire nel posto sbagliato.
    • Corollari:
      1. In un qualsiasi gruppo di pezzi che hanno lo stesso segno di montaggio, uno non dovrebbe averlo.
      2. Non lo scoprirete finché non proverete a metterlo dove il segno dice che va messo.
  • Legge di Miksch: Se una corda ha un capo, ne ha anche un altro.
  • Le equazioni di Snafu:
    1. In qualsiasi problema contenente "n" equazioni, ci saranno "n+1" incognite.
    2. L'oggetto o l'informazione che più sono necessari, saranno i meno accessibili.
    3. Una volta che si saranno esaurite senza successo tutte le possibilità, ci sarà una soluzione, semplice e ovvia, che salterà immediatamente all'occhio di chiunque altro.
    4. I guai arrivano sempre a ondate.
  • Costante di Skinner: Quella quantità che, moltiplicata per, divisa per, sommata a, o sottratta alla risposta cui si è arrivati, dà la risposta cui si sarebbe dovuti arrivare.

(tratto da wikiquote)

LINKS

giovedì 3 febbraio 2011

GH Bottle

Una definizione che genera una bottiglia modificabile attraverso 2 funzioni seno.



giovedì 27 gennaio 2011

Fillotassi

Credo che allargare la ricerca a macchia d'olio sia enormemente controproducente per giungere a risultati decenti, ma credo altresì che ogni strada vada percorsa.
Come diceva Aristotele:"la meraviglia è il motore della ricerca dell'uomo"; e chi non è mai rimasto a contemplare la bellezza del Broccolo Romano?
E' un po' che penso di studiare il rapporto tra la matematica e la botanica, ma è un campo di investigazione estremamente complesso ed io tendo sempre a lambire solo i bordi degli argomenti.

Tornando alla Fillotassi (dal greco:"ordine della foglia") studia proprio questi rapporti geometrici nei vegetali (le prime ricerche sembra risalgano al III° sec. a.c.).
Le configurazioni geometriche dei vegetali sono condizionate da molteplici fattori, tra i più importanti naturalmente la massimizzazione dell'apporto solare sulle foglie; tema attualissimo in architettura.
Per ricevere più radiazione solare le foglie vengono generate ad intervalli (più o meno) precisi, e con angoli tra esse (più o meno) pari a 135°, anche noto come Angolo Aureo (naturalmente ogni essenza ha delle sue regole).
Le foglie si dispongono su una Spirale di Gemmazione.....
Alt, non dico altro, posso solo rischiare di confondervi le idee, vi consiglio la ricerca su siti specifici.

http://www.google.it/#sclient=psy&hl=it&safe=off&q=fillotassi%20fibonacci&aq=1&aqi=g3&aql=&oq=&pbx=1&fp=d405d1e35e495cae&pf=p&pdl=300

Vi lascio con alcune immagini di un algoritmo che genera fogliame su un ramoscello che ho appena terminato (oppure appena iniziato).






venerdì 7 gennaio 2011

Parametric emergency camp BETA v. 1.5

Rieccoci col campo d'emergenza, per chi non abbia seguito il blog consiglio la lettura di questo articolo prima di continuare: http://frustrazioniarchitettoniche.blogspot.com/2010/10/parametric-emergency-camp-beta.html

Il video sottostante (mi scuso per la pessima qualità e per la lentezza di alcune fasi) mostra l'algoritmo allo stato attuale:



Allo stesso modo del sistema viario anche altre infrastrutture quali rete elettrica, sistema acquedottistico, fognature ecc, dovrebbero avere un loro peso decisionale nella selezione della zona, ma sarebbe sufficiente conoscerne la posizione, il procedimento è praticamente identico.

Questa definizione in Grasshopper serve esclusivamente alla selezione dell'area più idonea, il campo vero e proprio è ancora una bozza e i singoli moduli abitativi non sono ancora stati studiati.

sabato 4 dicembre 2010

Firmitas v. 0.2

Aggiornamento sullo stato di avanzamento.
Sono riuscito ad implementare discretamente bene i travetti,
ora tocca disporre bene i ferri.
Il pre-dimensionamento è praticamente completo devo affinare solo quello sui pilastri.
Appena risolto il problema con i ferri dei travetti credo che passerò alle travi e lascierò il lavoro di verifica (delle stesse) per ultimo....che suspance hahaha


Structure Calcolator from maurizio degni on Vimeo.

lunedì 29 novembre 2010

Firmitas

Sto lavorando ad una definizione di GH (Grasshopper) in grado di eseguire predimensionamento, dimensionamento, calcolo e verifica di una semplice struttura a telaio in cemento armato.
Per adesso sono fermo ai solai.
Sorprendentemente la parte più difficile non è relativa al calcolo strutturale in se, ma all'indicizzazione degli input!
Il mio obbiettivo (abbastanza ambizioso) è quello di inserire tutte le "linee" che indicano travi e pilastri, con una semplice selezione.

Questo esperimento serve per dimostrare ancora una volta come GH non serva solo a creare "forme nuove ed inusuali", ma può veramente dare un significativo apporto alla progettazione in modi ancora sconosciuti.


Structural from maurizio degni on Vimeo.

giovedì 4 novembre 2010

Architettura Parametrica: Introduzione a Grasshopper II° edizione - Intervista ad Arturo Tedeschi

Esce oggi la II°edizione di:"Architettura Parametrica: Introduzione a Grasshopper" di Arturo Tedeschi.

Quando acquistai la prima edizione, non immaginavo che sarei andato incontro ad un totale cambiamento (o meglio spostamento) di paradigma del mio modo di progettare.
Si tratta di una sorta di manuale, scritto in maniera estremamente comprensibile e lineare, che guida il lettore all'utilizzo di Grasshopper, un plug-in per Rhinoceros (il celebre modellatore N.U.R.B.S.).
Non è una guida meccanica, in stile Tutorial, ma contiene gli approfondimenti teorici necessari a capire cos'è realmente la modellazione parametrico-generativa.
Per capire di cosa stiamo parlando, rimando alle parole del Prof. Celestino Soddu:
L’Arte Generativa non e’ una tecnologia, non
e’ solo uno strumento informatico ma e’ un
modo di pensare il possibile, un modo di vivere
la propria creativita’.
L’Arte Generativa costruisce il possibile creando
regole evolutive che generano eventi che,
se da una parte, sono imprevedibili e sorprendenti,
dall’altra rispecchiano fedelmente
l’identita’ e riconoscibilita’ dell’idea, ne sono
la naturale rappresentazione.
L’Arte Generativa e’ un modo di pensare e di
progettare che ritrova uniti dallo stesso entusiasmo
architetti e matematici, poeti e musicisti,
fisici e semiologi, filosofi e pittori, ingegneri
e designers.
da Generative art di Celestino Soddu
Gli embrioni dell'architettura parametrico-generativa si trovano già in Luigi Moretti, che nel 1957 fondò l'IRMOU (Istituto per la Ricerca Matematica e Operativa applicata all'Urbanistica); come potete vedere scorrendo le immagini del suo archivio a questo link http://www.architettoluigimoretti.it/site/it-IT/Sezioni/Opere_e_progetti/Galleria/198_1960.html?tipo=ES&seq=1.
 In tutto ciò Grasshopper (abbreviato GH) è un editor di Algoritmi visuale che non richiede la conoscenza di codici da programmatore informatico, ma che permette di disegnare (con l'accezione inglese del termine) forme complesse di estrema coerenza progettuale (fino alla prototipazione, cioè la produzione).
Nei post immediatamente precedenti potete trovare alcuni esempi (prodotti da me che lo conosco da pochi mesi) di quello che potete realizzare con questo plig-in.

L'autore del testo, l'Architetto Arturo Tedeschi (1979), dal 2004 affianca alle esperienze progettuali presso gli studi Poiesis, Pica Ciamarra Associati e Zoena, un'intensa attività concorsuale ed una personale ricerca nel campo della modellazione parametrica, indagando le relazioni tra architettura e nuovi strumenti di progettazione. Nel 2010 pubblica "Architettura Parametrica - introduzione a Grasshopper", il primo manuale italiano sulla modellazione generativa in Rhinoceros. Nello stesso anno collabora con lo studio Zaha Hadid Architects di Londra.




Di seguito l'intervista che il gentilissimo autore ci ha concesso (ne consiglio vivamente la lettura):


 .: Come e quando hai conosciuto Grasshopper?
Come accade per gli “incontri” importanti tutto è avvenuto per caso. È sorprendente quanto siano labili le circostanze in grado di tracciare un nuovo corso nella vita professionale (e non solo) di un individuo.
 Nel luglio 2009 mi trovavo a Londra, e attraversando casualmente Bedford Square, dove ha sede la prestigiosa Architectural Association School sono stato letteralmente catturato dal Driftwood Summer Pavilion (http://www.dezeen.com/2009/07/03/driftwood-pavilion-by-aa-unit-2-opens/) realizzato da Danecia Sibingo, studentessa al terzo anno della Unit 2.
Ad impressionarmi è stata la sua complessità formale e costruttiva, in apparenza risultato di un gesto scultoreo, ma in realtà controllata da una logica raffinata e sfuggente, da un codice che guidava la deformazione della materia, la diversificazione delle parti e l’assemblaggio dei componenti.
 In poche parole ho individuato “qualcosa” all’interno del progetto. Questo “qualcosa” consisteva in un nuovo (per me) utilizzo del computer che andava oltre l’idea di supporto tecnico, ma coinvolgeva lo sviluppo stesso dell’idea progettuale. Mi è parso subito evidente che questo approccio non si esauriva nel discorso formale, ma aveva importanti implicazioni nella gestione della complessità tipica di ogni iter progettuale.
 La sfida di decodificare e comprendere le logiche generative del Summer Pavilion mi ha portato ad intraprendere una ricerca, dapprima in rete e successivamente su pubblicazioni straniere, affiancando lo studio teorico alla ricerca di software non più basati su set predefiniti di primitive geometriche, tipici dei programmi CAD, ma sulla definizione di regole e leggi di diversificazione: ho scoperto lo scripting e successivamente il visual scripting di Grasshopper.

 .: Perchè usare Grasshopper?
Grasshopper consente di organizzare i progetti in sistemi parametrici, basati su logiche di relazione tra parti, offrendo la possibilità di alterare la configurazione complessiva del sistema, agendo sulle variabili poste alla base del processo progettuale.
 A differenza dei software BIM (Building Information Modeling) le cui caratteristiche parametriche sono legate ad elementi tipicamente architettonici (garantendo, ad esempio, coerenza ed associatività tra pianta e alzati), Grasshopper non pone limiti teorici, andando ben oltre la produttività o la velocità di redazione degli elaborati. Ponendosi a metà strada tra l’intuitività dei software e la flessibilità della programmazione, Grasshopper consente di integrare in un unico processo variabili ed aspetti di natura eterogenea, focalizzandosi non solo su logiche interne, ma soprattutto sulla rete di relazioni, flussi e scambi che il progetto instaura con i sistemi circostanti. Questi aspetti costituiscono una vera e propria evoluzione nella ricerca architettonica.

 .: Al giorno d'oggi quanto è utilizzato nella progettazione?
È difficile dare una risposta definitiva, ma si può senza dubbio affermare che Grasshopper abbia conquistato, da un lato, i più grandi studi di architettura internazionali (come ho potuto verificare di persona da Zaha Hadid Architects), dall’altro, la ricerca e la sperimentazione accademica. Molti degli esperimenti più interessanti provengono da gruppi di lavoro interdisciplinari e da studenti. È sicuramente riscontrabile un ritardo complessivo del nostro paese nell’utilizzo dei software parametrici, che coinvolge l’ambiente universitario e la pratica professionale.

 .: Quali sono le conoscenze necessarie per utilizzare GH (ai vari livelli)?
Occorrono senza dubbio basi di modellazione tridimensionale e un background matematico.
 Ma ciò che risulta realmente indispensabile è la capacità di indagare e controllare le logiche che stanno dietro la forma riuscendo a sviluppare relazioni complesse tra elementi eterogenei.
Grasshopper non è un scatola magica o una protesi in grado di estendere le nostre capacità. Il suo utilizzo non ci consente di realizzare nulla che non siamo in grado di immaginare e definire su un foglio di carta.

 .: GH (grazie alla sua accessibilità rispetto alla programmazione classica) cambierà radicalmente l'Architettura? o il modo di "fare" Architettura?
Non credo che Grasshopper possa cambiare l’architettura. Più che altro stanno cambiando i processi di trasformazione dell’ambiente costruito in uno scenario che impone la necessità di sviluppare, a tutti i livelli, capacità di feedback e adattamento. Questa inedita complessità rivela l’inadeguatezza di approcci tradizionali e le potenzialità degli strumenti parametrici.
 Oggi si assiste ad un fenomeno collaterale (e riduttivo), che coincide con il consenso nei confronti dei risultati “formali” dell’utilizzo di software parametrici. È quello che io chiamo “Effetto Voronoi”, riferendomi alla recente diffusione del celebre diagramma di decomposizione, spesso banalmente ridotto a pattern decorativo, appiccicato ormai ovunque. Mi auguro si tratti di una fase transitoria, che altrimenti andrebbe a sminuire l’autenticità ed il portato della progettazione parametrica.

 .: GH è un sistema oppure uno strumento?
Quando penso all’idea di strumento mi risulta naturale associarla a quella, per certi aspetti speculare, di interfaccia. La forma più elementare dell’interfaccia (riprendo una discussione di Umberto Eco) rimanda al concetto di calco. Gli strumenti più semplici da utilizzare sono conformati in modo da essere il calco della mano o di qualche altra parte del corpo e non necessitano di particolari codici di mediazione per essere utilizzati. Nel momento in cui lo strumento si allontana dal calco, subentra la necessità dell’interfaccia.
 Questo concetto può essere esteso, con qualche forzatura, all’ambito della progettazione. Per secoli l’architetto ha utilizzato strumenti tecnici di estrema semplicità – il cui utilizzo non necessitava di particolari interfacce - ed ha fatto ricorso a sistemi teorici complessi quali la matematica, la geometria, le scienze in genere per indagare e controllare la complessità del mondo. Al momento speculativo è seguito il progetto, inteso come sede di organizzazione di idee e di definizione di risposte pratiche operate attraverso il codice del disegno.
 Negli ultimi trent’anni abbiamo assistito ad un progressivo abbandono del disegno a mano e degli strumenti tradizionali a cui è subentrato l’utilizzo di programmi CAD che hanno determinato una distanza tra idea e rappresentazione, imponendo l’apprendimento e l’utilizzo di un interfaccia a discapito dell’immediatezza del gesto grafico: lo strumento è diventato sistema.
 Quello che accade per i software di progettazione parametrica come Grasshopper è la sovrapposizione, la coincidenza dello strumento tecnico e del sistema di indagine e sperimentazione teorica. Il momento speculativo e quello progettuale convivono, con potenzialità esaltanti ma con il pericolo di restare intrappolati in un meccanismo intricato, rischiando di rappresentare la complessità piuttosto che risolverla.

 .: Come mai hai sentito l'esigenza di scrivere questo manuale (anche se chiamarlo così è estremamente riduttivo)?
Durante le fasi iniziali dell’apprendimento di Grasshopper, ho beneficiato di esperimenti, tutorial, ed altri esempi pubblicati quotidianamente sui siti che gravitano intorno al tema della progettazione parametrica. A fini di studio, mi sono trovato di fronte la necessità di operare, da un lato, una selezione del materiale, dall’altro, di individuare un filo conduttore tra gli argomenti.
 Questa operazione ha dato vita, in breve tempo, ad una serie di appunti che ho progressivamente strutturato secondo l’ordine che presenta, oggi, il libro. L’idea, senz’altro ambiziosa, di proporre il mio lavoro ad un editore corrisponde alla volontà di creare una “traccia territoriale” di un fenomeno che è nato e si è evoluto sul web con tutte le conseguenze immaginabili: una su tutte l’invisibilità da parte dell’accademia. L’acquisizione del testo da parte di università e studenti è stato, ed è tuttora, un segnale molto importante.
È superfluo sottolineare il ruolo fondamentale di Le Penseur – una delle realtà editoriali più interessanti del nostro paese – ed il contributo di Fulvio Wirz, lead architect presso lo studio di Zaha Hadid, che ha sintetizzato in maniera brillante, nelle pagine di introduzione, il ruolo e l’influenza della progettazione parametrica nella cultura architettonica contemporanea.
“Architettura Parametrica” intende tracciare una base teorica ed offrire un “metodo”, andando oltre l’analisi dei singoli componenti del programma. Per questo motivo ha la pretesa di non essere “soltanto” un manuale o, perlomeno, di esserlo nella stessa misura in cui Grasshopper può essere considerato “soltanto” un software.

 .: A chi è rivolto il tuo testo: "Architettura Parametrica: Introduzione a Grasshopper"?
A tutti coloro che si avvicinano al mondo della progettazione parametrica e sono alla ricerca di uno strumento operativo.

 .: Cosa troveremo di nuovo rispetto alla passata edizione?
La nuova edizione del libro presenta un aggiornamento complessivo degli argomenti e delle immagini basato sulle più recenti release di Grasshopper ed introduce strumenti fondamentali, quali l’Image Sampler ed il Path Mapper.
 Una novità importante è la trattazione completa del “Data Tree”, ovvero la logica utilizzata da Grasshopper per l’archiviazione e l’accesso ai dati: sicuramente uno degli argomenti più ostici nel percorso di apprendimento, la cui comprensione conduce ad un maggiore controllo del programma. Fino ad oggi l’argomento non è mai stato affrontato in modo organico e con l’adeguata chiarezza.
 Infine, non meno importante, un nuovo capitolo interamente dedicato alle superfici poligonali (mesh) con un accenno alle Subdivision Surfaces.

 .: Quali sono a tuo avviso le parti più importanti del libro?
Lo sviluppo degli argomenti corrisponde ad un ordine logico e all’apprendimento graduale, pertanto, ritengo non esistano paragrafi o capitoli preferenziali. Ribadisco, comunque, l’importanza dei concetti relativi al Data Tree.

 .: Le vendite della prima edizione di “Architettura Parametrica” sono andate più tosto bene, ha avvicinato molte persone a questo mondo ed ora su internet ci sono community (italiane) molto vivaci che gravitano intorno al mondo GH; è segno che qualche cosa si sta muovendo anche in italia?
Il successo del libro e la sua influenza sono un risultato inaspettato e gratificante. Le communities, (realtà precedente alla pubblicazione del libro), rappresentano l’aspetto più sorprendente di questo fenomeno sviluppatosi fuori dai circuiti mainstream, ma destinato ormai a conquistare un’attenzione sempre più grande. Grasshopper ha consentito di creare connessioni ben oltre la sua interfaccia grafica!
Questo accade soprattutto all’estero, ma qualcosa si sta muovendo anche in Italia, dove segnali importanti provengono dalle collaborazioni che nascono sul web per poi svilupparsi territorialmente, dall’organizzazione di workshop e, non ultimo, dal mondo dell’università, in particolare dal Politecnico di Milano che sta attivando corsi di perfezionamento e master post-universitari sui temi della progettazione parametrica. (http://www.tas.polimi.it/ e http://www.tac.polimi.it/).

 .: Hai altri progetti editoriali in cantiere?
Ho in mente diversi progetti editoriali, ma la difficoltà nel concretizzarli risiede nella velocità con la quale sta cambiando lo scenario dell’architettura digitale. Sono ispirato dalla volontà di rendere accessibili strumenti tecnici e contenuti teorici, sempre più attuali, che corrispondono all’evoluzione in atto nel mondo dell’architettura e del progetto in genere. Vorrei portare avanti questa idea proponendo nuove pubblicazioni ed una nuova idea di magazine, senza trascurare le possibilità che offre il web (che finora ho utilizzato soltanto come luogo di scambio di informazioni). Il mio veicolo comunicativo preferenziale resta, ad ogni modo, la scrittura, che considero efficace solo quando si è in grado di abbandonare tendenze autocelebrative (e autoreferenziali), guidati dalla volontà di trasmettere realmente qualcosa.


Ringrazio sinceramente Arturo Tedeschi e vi invito senza mezzi termini ad acquistare il suo nuovo libro, non ve ne pentirete.

LINKS:

http://www.lepenseur.it/architetturaparametrica.php
http://www.lepenseur.it/index.php
http://www.arturotedeschi.com/
http://europaconcorsi.com/people/888911805-Arturo-Tedeschi/projects
http://www.grasshopper3d.com/
http://www.rhino3d.com/
http://www.architettoluigimoretti.it/site/it-IT/
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sabato 30 ottobre 2010

Full GH Tower

 Esperimento per la progettazione di un edificio qualsiasi!
Modificando vari parametri si posso avere infiniti (o quasi) edifici differenti...
 L'edificio non è disegnato (almeno non nel senso correntemente utilizzato), non è stata tirata neanche una linea, il tutto è stato compilato in Grasshopper.
 Tutto il lavoro di programmazione, rendering, montaggio video ha richiesto meno di una nottata....Efficace, Efficiente, Economico (vedi post precedente L'Architettura Economica).
 Attraverso una serie di iterazioni l'algoritmo può produrre soluzioni "inaspettate" ma sempre coerenti.

In alto vedete la "definizione" (vale a dire l'algoritmo) che ha prodotto questo "MultyEdificio".

giovedì 28 ottobre 2010

Scenografia Multy CUBE

Una nuova Scenografia Digitale.
Questa volta il ballerino/attore interagisce con la scena in base alla sua posizione ed alla sua distanza dalla Quinta.
Vengono generati dei parallelepipedi sul fondale mentre dei cubi di varie dimensioni vengono proiettati verso gli spettatori e ruotati su se stessi (in base ai movimenti del ballerino/attore).
Il tutto dovrebbe funzionare con un sistema di Realtà Aumentata.

mercoledì 20 ottobre 2010

Parametrical generative theater stage design v.2

Un'altro esempio di scenografia parametrico-generativa.
In imput abbiamo le coordinate degli attori/ballerini sul palco, in output dei parallelepipedi su una superficie, che a seconda della posizione degli attori/ballerini cambiano dimensione e colore.


martedì 19 ottobre 2010

Parametrical generative theater stage design

Primissima idea su una scenografia teatrale che utilizza grasshopper.
In imput abbiamo le coordinate degli attori/ballerini sul palco, in output una rete voronoi che forma superfici che cambiano colore a seconda della posizione degli attori/ballerini, quest'ultima viene proiettata su uno schermo trasparente antistante il palco.