venerdì 6 novembre 2009

Conferenza a Valle Giulia di Nikos Salingaros



Su consiglio del Sommo Purini mi sono recato alla conferenza del ciclo "Introduzione all'Architettura" (!!!) dal titolo "Algorithmic sustainable Design", tenuta dal noto matematico greco-australiano Nikos Salingaros.
Premetto di essere affascinato dalla progettazione Parametrica e da quella Algoritmica.
Non saprei dirvi esattamente cosa è stato detto, si è parlato di trovare una gerarchia delle scale attraverso la serie di Fibonacci, di frattali, ecc.


Però so che ho ascoltato un uomo venuto da lontano (vestito da televenditore) per esporre (vendere) una sua teoria suffragata da studi (più interessanti della teoria stessa).
So che non è stata una conferenza brillante, ma di sicuro più interessante di molte altre in cui si è parlato di aria fritta rivangando sempre il solito arido solco.
E so che al momento delle domande si è preferito far parlare i facoltosi professori di Valle Giulia, che prima di porre le domande (incomprensibili secondo l'ospite e non lo biasimo), si sono prodigati per far comprendere ai presenti la loro immensa cultura, le loro teorie "innovativissime" o hanno eseguito virtuosi voli pindarici.
Poi un'altro intervento: "questa conferenza dimostra che l'università italiana è anni luce davanti a quella americana" (statunitense n.d.r.).
Auto-esaltazione di un'istituzione agonizzante? (sicuramente di una chiusa in se stessa), seguito da quello di G. Muratore che in romanesco (bonariamente a dir suo) all'ormai sgradito ospite spiattella una cosa molto simile al:"ma che cazzo stai a dì?" o "dici solo cazzate", almeno questo è quello che ho inteso.
In seguito hanno cercato di buttarla sul piano politico, ma il matematico (improvvisato architetto) si è svincolato.
So che ho visto un corpo docente chiuso nel suo "enorme" sapere, impermeabile, refrattario.
Per la maggior parte del tempo Salingaros ha parlato di cose note ai più (speso note per merito suo, bisogna dirlo), e ha esposto i risultati delle sue ricerche sulla forma e sullo spazio, ricerche un minimo documentate (è comunque uno scienziato di fama mondiale).
Invece di dibattere sulla teoria o sulle ricerche, si è preferito attaccarlo senza spiegare ad un pubblico sbigottito perchè l'ospite tanto atteso avesse torto marcio.

Dal mio punto di vista Salingaros cerca di vendere una teoria modello IKEA, che permetterebbe anche ai meno dotati di non far danni con i loro progetti (e non promette verità assolute).
E' una teoria che risponde all'esigenza palese, ad una mancanza di metodo nell'architettura contemporanea, promette di dare un senso alle cose, un barlume di luce.
Un po' quello che fa(ceva) la chiesa.
L'architetto, come l'uomo, ha bisogno di certezze, è più facile vivere (o progettare) con il foglio delle istruzioni (o almeno delle linee guida fanno sempre comodo). 


P.S. Non vorrei che a scatenare il tutto sia stato il disprezzo da parte di Salingaros per Le Corbousier e per Mies.

P.P.S. Le Corbusier con il Modulor non fece una cosa molto diversa, promise un metodo.

E' bello sapere ogni giorno meno della materia che si studia ogni giorno di più....NO  
(umorismo made in U.S.A.)

links:
http://zeta.math.utsa.edu/~yxk833/

http://archiwatch.wordpress.com/2009/11/05/nikos-frattali-e-puntarelle/

giovedì 29 ottobre 2009

II° Lezione con Purini

Dopo aver fatto parlare quasi esclusivamente i suoi studenti, è finalmente Purini a salire in cattedra.
In seguito a numerose riflessioni su che cos'è il Comporre (vi rimando al link del corso con le definizioni di alcuni studenti), il professore fa una digressione su quali sono i modi del comporre.


Sono 3:
Modo Sintattico: Mettere assieme elementi fondendoli in una sorta di unità
Modo Paratattico: Accostare elementi, salvaguardando la loro individualità
Modo Casuale: Unione dei due modi suddetti in maniera empirica


Mentre i Tipi di composizione sono 2:
Composizione Lineare: Logica addizione di elementi semplici
Composizione Vorticosa: Cozzare di frammenti in tumulto


Il comporre può essere ancora suddiviso in 2 categorie:
Comporre come a-priori: Prevedere già l'esito, (a grandi linee)
Comporre come a-posteriori: Senza sapere quale sarà il risultato finale


L'architettura deve essere Totalità e Unità.


La Composizione deve essere Essenziale (non minimalista), Necessità Reciproca, Finalità (per Purini la finalità è spirituale, l'uomo trasferisce il desiderio di immortalità nelle sue creazioni).

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martedì 27 ottobre 2009

Workshop Pescara: Metro_Borghi



Pescara apre le porte alla sua storia.
Quella che ho sempre considerato la città dell'amnesia storica, la città generica (in senso Koolhaassiano) italiana, finalmente si volta al suo passato.

Pescara è una città giovane (nata nel 1927), figlia dell'impeto moderno e modellata, tra gli altri, da maestri come Bruno Zevi e Luigi Piccinato (con la stesura di un P.R.G. nel 1956).
"Metropoli piccola" per Giuseppe Barbieri, fin dalla sua nascita è stata ricca di vitalità, proiettata al futuro e senza remore per ciò che si lasciava alle spalle.
Assolutamente interessante il suo distacco da quello che sono le altre realtà abruzzesi, radicate nella tradizione, la cinica Pescara potrebbe benissimo trovarsi in Nord America o in Asia.
Negli ultimi anni ho notato un rinnovato fervore culturale, il desiderio di essere protagonista dell'Adriatico.

Ecco infatti che compaiono iniziative come questa: un Workshop teso a ritrovare le radici storico-emozionali di questa terra (attraverso il recupero e la riqualificazione di due aree storiche fortemente compromesse del tessuto urbano pescarese).
Ad organizzarlo è il C.A.P. (Comitato Abruzzese del Paesaggio), che come si evince dal nome è un'associazione che promuove la cura e la tutela del paesaggio (ma senza fondamentalismo naturalista o conservatorista).
Il workshop avrà luogo dal 24 al 27 Novembre 2009 (le iscrizioni scadono l'8 Novembre) presso l'EX-AURUM di Pescara.


Per maggiori informazioni (sull'associazione e sul Workshop) visitate il loro sito web http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/

sabato 24 ottobre 2009

I° Lezione con Purini

Cercherò di riportare nel modo più fedele possibile quanto detto (non si capiva molto dal mio posto).

L'aula è gremita (siamo più di 140 studenti) e trovo posto solo a cavallo dell'uscita d'emergenza, non sono ne dentro ne fuori.

La prima lezione del laboratorio di sintesi finale inizia con un'ospite, Giuseppe Pullara, giornalista de Il Corriere della Sera che si occupa di architettura (e soprattutto dell'architettura di Roma).
Pullara, di ritorno da un viaggio nelle capitali dell'Est Europa, sostiene che Roma sia la città più buia d'occidente, con un'illuminazione notturna insufficiente e con la metropolitana più brutta del mondo (paragonata non solo a quelle di Mosca, di Londra e di Caracas, ma anche di Kiev, Varsavia, ecc.).
La metro della capitale è sporca, buia e claustrofobica (oltre che sottodimensionata), sembra ispirata alle catacombe.
Purini rilancia asserendo che il problema principale di questa infrastruttura sono i materiali (si sporcano troppo) e la claustrofobia provocata dagli spazi angusti.
Continua poi dicendo che nei films americani c'è sempre una scena in metropolitana, perchè è uno spazio vivo nell'immaginario collettivo (come anche i bagni pubblici).
Pullara accusa poi di provincialismo culturale Roma, che seppur ricca di basi storiche e non, fisiche e non, scarseggia di personalità di spicco, in grado poi di raccontare la città (come hanno fatto Pasolini e Fellini).
Si passa allora a parlare delle recenti architetture romane come il MAXXI, l'Auditorium e l'Ara Pacis.
Secondo Purini è come se il mondo dicesse a Roma "te sei la città del tempo fermo, non puoi essere moderna".
"Roma è moderna, ma di contrabbando".
Però "è migliore delle altre città, perchè città dell'autentico, compete quindi con Atene e con Il Cairo".
Purini critica poi il MAXXI in quanto (seppur con una veste moderna) non è riuscito a reinventare la macchina museale (è comunque una galleria con quadri appesi); e ritiene che le architetture moderne a Roma si amalgamino troppo bene con il contesto per risultare veramente nuove,  per Pullara invece è estremamente importante (il MAXXI) semplicemente perchè a Roma mai nessuna donna aveva progettato un segno urbano tanto importante, quindi esprime voglia di cambiamento e di novità.

Ho cercato di comprimere al massimo i pensieri in modo telegrafico (la lezione è durata 3 ore), gli argomenti sono stati molti e alcuni molto ostici.
Mi scuso per l'eccessivo ermetismo che rischia di non far comprendere l'importanza della lezione, ma alle 3:14 non ce la faccio proprio....buonanotte.

venerdì 23 ottobre 2009

Da Coney Island a Las Vegas e oltre

Dalla Coney Island di inizio '900 descritta da Koolhaas alla Las Vegas di Venturi e oltre.
Le città hanno imparato a fagocitare di tutto (o lo fanno per loro natura), combinando il proprio DNA con qualsiasi cosa gli capiti a tiro, dimostrandosi sempre più, un organismo con un'evoluzione continua ed inarrestabile.
Questi 3 filmati potrebbero essere una delle tante prove dell'evoluzionismo dell'architettura.
Aristotele accostava il gioco alla gioia ed alla virtù, Freud lo riteneva fondamentale per il processo di formazione della personalità di ogni individuo (attraverso l'interazione con i luoghi e con gli altri).
Riportare il gioco nelle strade o nelle piazze potrebbe essere una buona idea per rifondere i logori legami tra uomo e città e per incontrare altri cittadini.


Fatball from Tom Wexler on Vimeo.



Strange Attractors from Tom Wexler on Vimeo.




555 KUBIK_ extended version from urbanscreen on Vimeo.


La Città della comunicazione
La Città dell'intrattenimento
La Città dell'interattività
La Città dell'inaspettato
La Città della diversità
La Città degli incontri
La Città dei L.E.D.
La Città della notte
La Città del gioco
La Città del futuro

martedì 20 ottobre 2009

Puro e Puriniano (?)....io credevo Ortolano

Oggi ho seguito la prima lezione di Laboratorio di Sintesi Finale, il mio prof. è niente popò di meno che Franco Purini.
Persona coltissima e affascinante.
Ho addirittura un aneddoto personale: anni fa subito dopo aver sostenuto un esame di progettazione, scendevo le scale della facoltà visibilmente sollevato. Tra le mani un improbabile plastico, il quale (come già era successo prima e durante l'esame) iniziava a smontarsi. Arrivato all'ultima rampa si stacca un blocco contenente 2 aule per laboratori, una copisteria e una sala espositiva (in scala 1:200), inizia a ruzzolare per i gradini, la balza scricchiolava rimbombando nel silenzioso "androne", fino a quietarsi ai piedi di un uomo, non troppo alto, barba e capelli bianchi; questo raccoglie il malandato blocchetto, lo "riposiziona casualmente" tra gli altri sulla base e mi dice:"L'Architettura non deve mai cadere".
Non sapevo chi fosse, e non ci diedi più di tanto peso, avevo appena fatto una missione impossibile con quell'esame, solo in seguito scoprii che era F. Purini.
La prima lezione è stata molto interessante, ricca di citazioni e con un inaspettato leitmotiv.....sono gli studenti a produrre i concetti e a salire in cattedra.

Tornando a noi.
Alla prima prova direi che è un ottimo docente, ammetto di non essere mai stato suo grande fan (tutt'altro)......ma vai a sapere.
Vi terrò informati sulle altre lezioni (a dire il vero ci sarebbe moltissimo da scrivere, ma abbiate pietà, sono a pezzi, le lenzuola mi reclamano da giorni).

P.S. Riguardo al titolo del post....l'Architetto Ortolano è uno solo....chiedete a Giorgio Muratore.

mercoledì 30 settembre 2009

Nuovo stadio Roma (nuova)



Premetto di non essere un appassionato di calcio.
A quanto pare per scopi tutt'altro che sportivi e tutt'altro che architettonici (come sempre l'architettura non è lo scopo di se stessa) sembra che lo stadio intitolato a Franco Sensi si farà.
Lo stadio dovrebbe sorgere in zona Massimina - Casal Lombroso (poco fuori dal G.R.A.).
L'importanza urbanistica è notevole, da una parte si può liberare il "centro" da tutto ciò che gravita intorno ad una partita di calcio (e vi garantisco che per Roma è paragonabile alla "visita" dei Visigoti di Alarico) e dall'altra può aiutare lo sviluppo della città in "periferia".
La cosa più interessante del progetto è il "dialogo" che ha con la città (o quantomeno con i cittadini)dialogo negato a livello architettonico da una forma così chiusa (e da un rivestimento lucido).
Attraverso un maxischermo posto sul prospetto lungo e uno schermo ad anello che corre lungo tutto il perimetro dello stadio, l'edificio parla.... in modo molto più schietto dei bassorilievi e dagli affreschi della Roma antica.
La domanda......ma questo massiccio uso di immagini in movimento....è la naturale evoluzione delle decorazioni tipiche dell'architettura pre-moderna oppure è la negazione definitiva dell'architettura (quale medium di comunicazione quantomeno)(o additittura E'Architettura?)


Mass-Architecture nell'era dei Mass-Media?