Premetto di essere affascinato dalla progettazione Parametrica e da quella Algoritmica.
Non saprei dirvi esattamente cosa è stato detto, si è parlato di trovare una gerarchia delle scale attraverso la serie di Fibonacci, di frattali, ecc.
Però so che ho ascoltato un uomo venuto da lontano (vestito da televenditore) per esporre (vendere) una sua teoria suffragata da studi (più interessanti della teoria stessa).
So che non è stata una conferenza brillante, ma di sicuro più interessante di molte altre in cui si è parlato di aria fritta rivangando sempre il solito arido solco.
E so che al momento delle domande si è preferito far parlare i facoltosi professori di Valle Giulia, che prima di porre le domande (incomprensibili secondo l'ospite e non lo biasimo), si sono prodigati per far comprendere ai presenti la loro immensa cultura, le loro teorie "innovativissime" o hanno eseguito virtuosi voli pindarici.
Poi un'altro intervento: "questa conferenza dimostra che l'università italiana è anni luce davanti a quella americana" (statunitense n.d.r.).
Auto-esaltazione di un'istituzione agonizzante? (sicuramente di una chiusa in se stessa), seguito da quello di G. Muratore che in romanesco (bonariamente a dir suo) all'ormai sgradito ospite spiattella una cosa molto simile al:"ma che cazzo stai a dì?" o "dici solo cazzate", almeno questo è quello che ho inteso.
In seguito hanno cercato di buttarla sul piano politico, ma il matematico (improvvisato architetto) si è svincolato.
So che ho visto un corpo docente chiuso nel suo "enorme" sapere, impermeabile, refrattario.
Per la maggior parte del tempo Salingaros ha parlato di cose note ai più (speso note per merito suo, bisogna dirlo), e ha esposto i risultati delle sue ricerche sulla forma e sullo spazio, ricerche un minimo documentate (è comunque uno scienziato di fama mondiale).
Invece di dibattere sulla teoria o sulle ricerche, si è preferito attaccarlo senza spiegare ad un pubblico sbigottito perchè l'ospite tanto atteso avesse torto marcio.
Dal mio punto di vista Salingaros cerca di vendere una teoria modello IKEA, che permetterebbe anche ai meno dotati di non far danni con i loro progetti (e non promette verità assolute).
E' una teoria che risponde all'esigenza palese, ad una mancanza di metodo nell'architettura contemporanea, promette di dare un senso alle cose, un barlume di luce.
Un po' quello che fa(ceva) la chiesa.
L'architetto, come l'uomo, ha bisogno di certezze, è più facile vivere (o progettare) con il foglio delle istruzioni (o almeno delle linee guida fanno sempre comodo).
P.S. Non vorrei che a scatenare il tutto sia stato il disprezzo da parte di Salingaros per Le Corbousier e per Mies.
P.P.S. Le Corbusier con il Modulor non fece una cosa molto diversa, promise un metodo.
E' bello sapere ogni giorno meno della materia che si studia ogni giorno di più....NO
(umorismo made in U.S.A.)
links:
http://zeta.math.utsa.edu/~yxk833/
http://archiwatch.wordpress.com/2009/11/05/nikos-frattali-e-puntarelle/



