lunedì 22 dicembre 2008

Fine della storia.....Fine dell'Architettura.....at revertet

Scusate la prolungata assenza (spero di esservi mancato almeno un po'), gli impegni universitari mi hanno portato vicino alla crisi mistica... ma siamo sopravvissuti...
Per farmi perdonare, vi segnalo questa puntata di "Passepartout" sull'Architettura Fascista (o sull'Architettura PUNTO...giudicate voi), dove (l'ottimo) Philippe Daverio, partendo dallo ¥€$ di Rem Koolhaas (che magari approfondirà Domo più in là), sembra quasi volerci spronare... (spronare a cosa decidetelo voi).






Il Ritorno all'Ordine (vedi anche l'omonimo testo di E. Pontiggia, già accennato in precedenza), va preso in seria considerazione.


lunedì 8 dicembre 2008

Architettura vibrante

Eccomi qui, come nuovo (almeno nello spirito), dopo il ristoratore ponte dell'Immacolata.
Al mio rientro nella capitale inizia subito la ricerca di nuove chicche architettoniche da dividere con voi.
Ed è su EuropaConcorsi che ho trovato questo interessante progetto di Studio Kuadra, che ha una particolarità..."suona"...ed ha una "veste vibrante" nel vero senso della parola....
L'edificio in questione è la Banca BCC, di Fossano (CN) e per sua naturale vocazione richiedeva un'aspetto solido e trasparente.
La facciata è quindi circondata da una fitta maglia di catene in acciaio, fissate per l'estremità superiore, all'intradosso dell'aggetto del solaio di copertura (intricato), che scendono fino a circa 4 metri da terra.
Questa maglia, sotto l'effetto della luce solare, cela la struttura dietro di essa per svelarla poi, con la luce artificiale proveniente dell'interno degli uffici, al calar della sera.
Va da se che, nonostante il loro peso, queste catene dovrebbero muoversi con il vento, tintinnare, interagire con l'acqua piovana, con il sole.... producendo suoni, bagliori (e un pochino d'acqua sui passanti).
Mi sembra un ottimo tentativo di Architettura "dinamica" (bisogna poi vedere cosa si intende per dinamismo dell'Architettura), che cerca di estendere il suo raggio d'azione sensoriale.

Per vedere le immagini del'edificio e per leggerne una descrizione decente cliccate quì.
Speriamo non ci siano spiacevoli "effetti frusta".

venerdì 5 dicembre 2008

Forma, Sostanza e Coltelli


"La Forma è la Configurazione Visibile del Contenuto"

Quest'affermazione sorprendentemente (ma neanche troppo) non ci fu lasciata da un'Architetto...bensì da un pittore (e fotografo) di origine russa (ma statunitense di adozione), tale Ben Shahn (1898-1969).
Non confondiamoci....e non pensiamo che si parli di trasparenze...o di interni o di edifici...
Si parla di raccontare, o meglio, di come la forma ci racconta il perché ed il per come delle cose (che vediamo)....
Faccio un pedestre esempio (giusto per capirsi) l'uomo ha 2 gambe altrimenti avrebbe difficoltà a stare in equilibrio con 1 sola... con 3 (non ridete) o più gambe sarebbe complicato e dispendioso gestirle.
In questo caso la forma ci parla della forza di gravità, dell'agilità dell'uomo, del modo in cui si sposta, ecc....
Naturalmente la cosa è molto più raffinata e a chi vuole approfondire consiglio il testo "Arte e percezione visiva" di Rudolf Arnheim edito da Feltrinelli.
Per spiegare questa affermazione, Arnheim, usa l'esempio del coltello, che dalla forma ci dice se va usato per la carne, per il pesce, per il dolce, per la frutta o per spalmare.




lunedì 1 dicembre 2008

Resoconto Mensile 2 [Novembre]

Siamo già giunti al secondo Resoconto Mensile (il tempo vola, la vecchiaia incombe..ottimismo! ottimismo! ce la faremo....)....
Si, un po' sto impazzendo, ma i ritmi frenetici di questi ultimi tempi mi hanno particolarmente segnato.

I post del mese di Novembre sono stati alquanto scollegati (a prima vista), ma volevamo spaziare un po' tra vari argomenti, anche per capire quali sono quelli più quotati.
Nel primo post si è cercato di riassumere il Disegno di Legge Bondi sulla Qualità Architettonica, che dovrebbe dare il via ad una lotta al "brutto" (con incentivi per le opere d'arte contemporanea e per i giovani Architetti); ad una prima lettura sembra ci siano ottime proposte e che si voglia riportare la figura dell'Architetto ai fasti di un tempo, staremo a vedere come andrà a finire.
Visto che qualcuno crede di poter "normare" la Qualità Architettonica, io, ho pensato che ci fosse anche bisogno di una riflessione... non una riflessione qualsiasi, una tosta... su "Che cos'è l'Architettura"... l'annosa domanda che ci perseguita da generazioni e generazioni (e provoca generalizzazioni).
Così, ho voluto dargli una risposta, abbastanza vaga da non farmi prendere per pazzo (spero) ed ho scritto:
"L'architettura "è" (e ringraziando il cielo "è") quella materia che studia il modo di antropizzare lo spazio (ed il tempo soprattutto) tramite le conoscenze tecniche e culturali di una società, per creare un habitat idoneo ai propri  bisogni (idoneo alla società, non necessariamente all'essere umano)"
Onestamente mi aspettavo qualche reazione in più, su un così ardito enunciato, ma visto che non ci sono stati particolari commenti e visto che "chi tace acconsente"...avrò sicuramente ragione io.....scherzo naturalmente.
Una volta dato un flebile (quasi ridicolo) enunciato dell'Architettura, mi sono chiesto:"E cos'è l'Architetto?" .... e l'unica risposta decente che sono riuscito a darmi è che:"l'Architetto è un'ottimista" (uno sfegatato ottimista)... così ho pensato di inserire le "Leggi di Murphy" che a mio dire hanno in se il germe dell'ottimismo (altrimenti non sarebbero state scritte, no?), anche se in molti non siete stati d'accordo.
In seguito siamo tornati su alcuni dei vecchi post, per rettificarli (viste le nuove asserzioni) e in particolare si è scritto sulla sempre maggiore specializzazione dell'Architetto (e delle riviste); 
poi m'è preso il matto per il Suprematismo, che ho voluto affiancare al modo di progettare (o di Disegnare, nel senso anglosassone del termine) di Zaha Hadid ed al tema della Biennale di Venezia (Architettura oltre l'Edificio), questo mi ha permesso di rivalutarli un bel po'.
Il mese psicopatico è continuato con post sull'Informatica ed il Disegno (gli ormai classici Matita V.S. Mouse) e sull'Informatica come progettista (o progettatrice?) con la Progettazione Algoritmica, chimera di molti (o di pochi).
Ci siamo poi soffermati sull'EcoBioArchitettura, visto che oramai non si parla d'altro ed abbiamo fatto un po' di catastrofismo sui rischi in cui si può incorrere.
Il mese si è chiuso con la scoperta (da parte mia) del Grande Architetto Sinan (1498-1588), che a quanto pare si è dato da fare sia in senso quantitativo che qualitativo, lasciandoci molte ottime Architetture.

Spero abbiate gradito le mie digressioni e le mie divagazioni.


giovedì 27 novembre 2008

Il Grande Architetto Sinan

C'è un Architetto Islamico (anche se nasce cristiano, Turco), tale Sinan (1489-1588) (meglio noto come Mimar Koca Sinan...che tradotto sarebbe "il Grande Architetto Sinan) di cui sono venuto a conoscenza solo per caso (nei miei soliti viaggi nella rete), che fa quasi sfigurare Leonardo, Michelangelo e compagnia bella....
Sembra sia stato il più prolifico progettista di sempre (certo non avrà fatto tutto da solo), con circa 300 edifici all'attivo! (in giro per l'Impero Ottomano)...
Credo che non inserirlo nei programmi di storia dell'Architettura sia un reato, se non altro per la grande mole di opere e per l'importante influenza sui progettisti  dal 1500 in poi (non solo islamici).
Scusate se il video non è esaustivo, ma non ho trovato di meglio (il tempo è tiranno)



    Per chi voglia approfondire ..cliccate qui....
    Oppure c'è sempre Wikipedia.

P.S. Chi ha maggiori informazioni su Sinan, è invitato a farcene partecipi.

mercoledì 26 novembre 2008

EcoBio-Italia

Continuiamo a cavalcare l'onda ecologica.
Oramai non si sente parlare d'altro, navigando in internet, sfogliando riviste ed entrando in libreria.
Di colpo l'Architettura "deve" essere (assolutamente e completamente) EcoBio qualcosa (altrimenti non viene neanche presa in considerazione).
E così, il Ministro dell'Ambiente (Stefania Prestigiacomo), ha proposto di usare le aree militari dismesse (ex-caserme, ex-depositi e piazze d'armi) per costruire quartieri a impatto zero, sul modello del quartiere Vauban di Friburgo (pioniere italiano di ciò L'Architetto Mario Cucinella, con Casa 100K, previsto per Settimo Torinese).
Entro il 2020 dovrebbe esserci (almeno) un quartiere ecologico in ogni città Italiana.
Queste aree diverranno veri e proprio laboratori che avranno il compito di sperimentare nuove tecniche e nuovi sistemi di biocompatibilità (anche a livello urbanistico).
Speriamo non si limi il tutto ad una "colata" di pannelli fotovoltaici.


lunedì 24 novembre 2008

Matita v.s. Mouse V. 1.2 (le estreme conseguenze)

Torniamo ancora all'interfaccia uomo macchina nell'Architettura, che mi intrippa (interessa) un casino (molto).
Se non avete seguito i vari ragionamenti in merito, vi consiglio di leggere 2 vecchi post: Matita v.s. Mouse ed il Resoconto Mensile di Ottobre.
Nelle mie solite divagazioni (che mi allontanano sempre più da quella cosa chiamata laurea) mi sono imbattuto in questo video, dove si sperimenta una Progettazione Algoritmica.....(anche se estremamente fiacca).
Qui non si parla di quale sia il mezzo migliore per rappresentare un progetto, o quale lo strumento migliore per iniziare una progettazione, ma di programmare un computer affinché realizzi un progetto completo, un'Architettura!
Affidare ad un computatore (se pur ben programmato) la progettazione di un edificio è senza dubbio sciocco (anche se potrebbe avere le sue applicazioni).



Credo comunque che ci sia un errore di fondo nella programmazione di questo "Progettatore Automatico", che porta poi al fallimento dell'esperimento (e credo sia lo stesso errore in cui incorrono molti studenti di Architettura e altrettanti Architetti).
Ma più che errore di programmazione, credo sia un errore di inserimento degli imput.
Magari inserendo come matrice di base l'uomo (e non un volume) e come ambiente il luogo fisico (e non una mappa), il risultato sarebbe stato migliore.

giovedì 20 novembre 2008

EcoArchitettura (Bio- mi sà di ortaggi)

Oramai è un dato di fatto, la nuova sfida architettonica si gioca sul campo dell'Ecocompatibilità.
Improvvisamente si è scoperto che nella società consumista c'è troppo consumo.....(vabbè...diciamo spreco, era giusto per dare effetto alla frase).
E si è intuito che gli edifici vanno costruiti in un determinato luogo (che ha determinate caratteristiche) e che hanno costi di gestione e manutenzione...(ho ancora la convinzione che per alcuni l'area di progetto sia una zona del foglio, rigorosamente bianco, e non un luogo nello spazio fisico).
Ora via a ritroso a cercare tecniche antiche e dimenticate... e poi avanti nel futuro delle nuove tecnologie, in un andirivieni che rischia di creare mostri fatti di paglia e argilla, con tetto fotovoltaico ad un solo spiovente (a 30 gradi naturalmente e in direzione sud).
Chiaramente estremizzo (come mio solito), la mia vuole essere una provocazione (come mio solito), ma sta di fatto che molti dei rimedi che cerchiamo, c'erano già anni e anni fa.
Come per esempio gli edifici/pozzo per fare il ghiaccio nel deserto del Medio Oriente, o le correnti d'aria che rendevano fresche le antiche abitazioni dell'Africa settentrionale...o ancora, il riscaldamento a pavimentazione radiante (si risparmia un bel po') già usato dai romani nelle terme, ecc..procedendo lontano oltre le (mie) conoscenze e oltre il realmente ECOnomico.
Il cerchio quadra, anche se quando parlavo di "Migliore configurazione energetica" per gli edifici (vedi post sull'Architettura Economica), mi riferivo soprattutto alla potenza sociale (passatemi il termine), e meno al risparmio energetico e monetario.
Fatto sta che improvvisamente (almeno io mi sono stupito di alcune cose) scopriamo che l'aria (e il calore) si muove anche all'interno degli edifici (e non solo all'interno delle pareti ventilate) e che questi movimenti si possono calcolare in maniera precisa con l'ausilio del computer, scopriamo che la geometria dell'edificio non è solo frutto di scarabocchi e giustificazioni forzate e poco plausibili (scusate l'irruenza, poi mi passa e mi vado a pentire all'angolo della punizione), ma soprattutto di una Configurazione Energetica (questa volta nel senso stretto del termine) che si palesava solo su poche riviste e su pochi testi (fino ad un'anno fa, ora gli editori hanno fiutato l'affare).
Quindi ora giù a studiare fisica tecnica ambientale, illuminotecnica e quant'altro (e programmi tipo Fluent, FloWizard, Relux, ecc).
Avrò esagerato, ma avevo bisogno di sfogarmi, l'insonnia mi rende rabbioso.

martedì 18 novembre 2008

Protesi Informatiche (Periferiche di navigazione)

Sarebbe proprio il post giusto per tediarvi con il mito di Prometeo (sull'evoluzione protetica dell'uomo) a me molto caro, ma vi risparmio (per ora).
Volevo sottoporvi questo "Mouse 3D" (sviluppato dalla Logitech), che accorcerà le distanze con i nostri computer (almeno in ambiente 3D).
L'interfaccia uomo macchina si affina sempre più e rende sempre più facile la "navigazione" ed il disegno (con Google Earth per esempio o in ambiente 3D Studio, Blender, AutoCAD, ecc).
Nel video viene mostrato solo il più semplice dei 3D mouse (buono giusto per la navigazione), ma ce ne sono di più complessi, atti a semplificare e velocizzare il disegno tridimensionale.
E in giro c'è ancora chi parla di disegno a china....(scusate ma sogghigno)....

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Architettura Andata (+Ritorno?)



Girovagando tra i vari siti che trattano Architettura (o almeno ci provano, come me d'altra parte), mi sono imbattuto in alcune immagini del progetto di Zazza per il Museo Betile a Cagliari....non è di certo il mio tipo..però affascinante... non c'è dubbio...
Ma sarà per la forma inusuale, sarà per il bianco, mi risale alla mente Kasimir Malevich, il pittore Suprematista del "Quadrato bianco su fondo bianco".
Malevich (che studiò tra le varie cose anche Architettura), con il suprematismo, volle arrivare al punto ZERO della pittura, sostenendo che dal Rinascimento fino ai suoi tempi (1878-1935), la rappresentazione (dal punto di vista visivo) fosse regressa (in senso positivo) tanto quanto si era affinata dalle pitture rupestri al Rinascimento.
Sosteneva che l'importante era l'emozione, cercava l'espressione pura, senza rappresentazione.
Quindi dipinse una serie di opere che servirono a raggiungere il suo scopo, passando così per "Quadrato Nero" e "Punto Nero" arrivò ad un quadro dipinto di bianco in senso orizzontale con un quadrilatero sempre bianco con pennellate verticali...."Quadrato Bianco su Fondo Bianco".
Non è come dire "abbiamo toccato il fondo, ora possiamo solo risalire"(come solo un ingenuo  potrebbe pensare) tutt'altro.
Con quell'opera Malevich libero la pittura dalla mera rappresentazione del visibile, per farne qualcosa di più (anche se già si faceva qualcosa, per esempio nel De Stijl), qualcosa di emozionale, di "giusto"(oserei dire).
Tornando a Zazza, nelle sue ultime opere mi sembra che lei cerchi di arrivare ad una specie di Suprematismo Architettonico, eliminando architravi, angoli retti, "il sopra ed il sotto", pilastri, struttura, "verso", tetto e quant'altro sia "Architettonico" ai propri edifici.
Ma Betsky (curatore della Biennale di Venezia di ques'anno) l'ha anticipata, facendo togliere dall'Architettura anche la funzione, con il tema proposto:" L'Architettura oltre l'edificio".
Che si prospetti un "Ritorno all'Ordine" come nell'omonimo libro di Elena Pontiggia? (Modernità e classicità. il ritorno all'ordine in Europa dal primo dopoguerra, Bruno Mondadori Editore).
Aspettiamo il ritorno al classicismo, sperando che sta volta non sia il solito Neo-Classicismo.
Naturalmente non sono ne un critico ne uno storico d'arte, sono consapevole di poter essere smentito in qualsiasi momento, ma l'Arte esiste anche per essere interpretata dai pirla come me.


domenica 16 novembre 2008

Sul mestiere dell'(EX)Architetto [parte seconda]

Riprendendo il post di qualche tempo fa sull'eccessiva specializzazione dell'Architetto e sulla perdita della visione d'insieme del progetto (che potete ri-leggere qui), voglio postare queste 2 copertine di riviste....estremamente specializzate...(e decisamente troppo patinate)...

           

Prossimamente in edicola troveremo anche testate del tipo:"I Chiodi nel cantiere contemporaneo", "Il Ripostiglio negli appartamenti in affitto", "Il Garage della tua utilitaria" (concorrente di "Il BoxAuto), ecc ecc..

Ma sbaglio, o nei bei tempi andati, "pagine" del genere venivano chiamate Inserti?


Architettura e Leggi di Murphy

Nello scorso post sul DDL sulla qualità Architettonica ho accennato alle Leggi di Murphy e mi sembra il momento di parlarne.
Ho già spiegato il perché del titolo del blog "Frustrazioni Architettoniche" e del fatto che derivino (le frustrazioni) dal non essere capiti e dalle difficoltà intrinseche della materia (vedi commenti al primo post:"Io e il mio blog"); ma non ho spiegato il dualismo (o la dualità) con l'occhiello: "UN BLOG SPIETATAMENTE OTTIMISTA".
Credo che l'ottimismo sia indispensabile per poter fare Architettura e il perché ce lo avete sotto gli occhi tutti, ci sono mille difficoltà sociali, culturali, personali, tecniche, formali, di comunicazione (ecc) in questa materia.
Io mi reputo uno sfacciato ottimista (anche se chi mi conosce non è dello stesso avviso), penso che l'ottimismo non sia il credere che tutto andrà di bene in meglio, ma credere che le cose (poche) possano migliorare con l'impegno.
A questo proposito ho deciso di condividere con voi le Leggi di Murphy (e colleghi), che seppur dal sapore tragicomico, nascondono (a mio avviso) grandi verità e ottimismo.

Legge di Murphy 
Se qualcosa può andar male, lo farà

Corollari
1. Niente e' facile come sembra.
2. Tutto richiede Più tempo di quanto si pensi.
3. Se c'e' una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore Sara la prima a farlo.
4. Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto.
5. Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio.
6. Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos'altro non vada fatto prima.
7. Ogni soluzione genera nuovi problemi.
8. I cretini sono sempre Più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere.
9. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla
10. Madre Natura e' una puttana.

La filosofia di Murphy
Sorridi... Domani Sara peggio.

Costante di Murphy
Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore.

Chiosa di O'Toole alla legge di Murphy
Murphy era un ottimista.

Legge di Iles
C'e' sempre un modo migliore.

Corollari:
1. Quando il modo migliore ci sta davanti agli occhi, specialmente per lunghi periodi, non lo vediamo.
2. Neanche Iles lo vede.

Seconda legge di Chisholm
Quando tutto va bene, qualcosa andrà male.

Corollari:
1. Quando non può andar peggio di cosi', lo farà.
2. Se le cose sembrano andar meglio, c'e' qualcosa di cui non stiamo tenendo conto.

Terza legge di Chisholm
Le proposte sono sempre capite dagli altri in maniera diversa da come le concepisce chi le fa.

Corollari:
1. Se si spiegano le cose in maniera tale che nessuno possa non capire, qualcuno non capirà.
2. Se si fa qualcosa con l'assoluta certezza dell'approvazione di tutti, a qualcuno non piacerà.
3. Se si vuol mettere qualcuno di fronte al fatto compiuto, il fatto non si verificherà.

Prima legge di Scott
Qualsiasi cosa vada male, avrà probabilmente l'aria di andare benissimo.

Seconda legge di Scott
Quando si trova e si corregge un errore, si vedrà che andava meglio prima.

Corollario:
Quando si capisce che la correzione era sbagliata, sarà troppo tardi per tornare indietro.

Quarta legge di Finagle
Una volta che si e' pasticciato qualcosa, qualsiasi intervento teso a migliorare la situazione non farà altro che peggiorarla.

Norme di Finagle
1. Prima tracciate le curve che vi servono, poi trovate i punti che corrispondono.
2. Ogni esperimento deve essere riproducibile, e fallire sempre allo stesso modo.
3. Non credete ai miracoli: contateci ciecamente.

giovedì 13 novembre 2008

Architecture Library Flickr

Ringrazio Francesco per la segnalazione di questo album Flickr contenente foto storiche di architetture divise per paese.
Risorse utili e comode da consultare, perchè non usufluirne?

Eccovi il link:

mercoledì 12 novembre 2008

Architettura

Che cos'è l'architettura?

Questa domanda ci attanaglia da secoli, non ci fa dormire la notte, ci provoca Frustrazioni! (e a volte ci fa prendere in giro dagli Ingegneri).

"Potrebbe" essere sufficiente  dire che l'architettura "è" (e ringraziando il cielo "è") quella materia che studia il modo di antropizzare lo spazio (ed il tempo soprattutto) tramite le conoscenze tecniche e culturali di una società, per creare un habitat idoneo ai propri  bisogni (idoneo alla società, non necessariamente all'essere umano)?

L'importante è fare meno danni possibili, mantenere sempre "configurazioni energetiche idonee" (e torniamo alle 3 E del vecchio post)
Niente di nuovo (per carità), non credo di aver capito cos'è l'Architettura, è solo una linea guida (estremamente vaga) che sto usando di questi tempi per indagare questa materia.

lunedì 10 novembre 2008

DDL-Quadro sulla Qualità Architettonica

Volevo spendere 2 parole sul disegno di legge proposto dall' On. Bondi sulla Qualità Architettonica.
Non credo di essere in grado di capire l'essenza della legge (e in bocca al lupo a chi pensa di riuscirci), voglio solo riassumerla (malamente) e fare qualche breve considerazione,evitando di polemizzare e di schierarmi (di questi tempi è pericoloso hahaha).
Da una prima lettura non sembra male.....tutt'altro.....
Accennando alcune delle proposte del DDL (Disegno Di Legge):
  • Premi speciali per i giovani progettisti nei concorsi importanti.
  • Riconoscimento del valore artistico delle architetture moderne.
  • Premi e riconoscimenti alle opere di architettura.
  • Promozione dell'alta formazione per quanto riguarda l'architettura.
  • Documentazione e valorizzazione delle opere d'arte contemporanee.
  • Il 2% della spesa totale per i nuovi interventi va utilizzata per l'inserimento di opere d'arte negli stessi.
  • Centro nazionale per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee.
  • Qualità dell'ideazione e della realizzazione architettonica.   ??? (arduo, come si fa a normare una cosa del genere? Spero non sia una fregatura).
Non va sottovalutato (spero) il fatto che chiunque possa fare proposte e osservazioni su questo disegno di legge tramite internet, per mezzo di questa pagina:

Apparte questi intenti che mi sembrano mooolto interessanti, ci sono alcuni passi che proprio non mi aspettavo e che voglio citare pari pari:

[...]è necessario evidenziare il valore culturale e sociale dell'architettura, individuandone la funzione fondamentale nell'ambito della corretta gestione del territorio e nella definizione dei contesti storici, ambientali e sociali.
Nelle città, devastate dalla bruttezza e dal degrado, si annidano fenomeni di disagio sociale: la bruttezza e soprattutto, il degrado, generano violenza. Occorre investire nella bellezza e riportare l'arte nel cuore delle città, promuovere il lavoro degli artisti, arricchire il patrimonio che abbiamo ereditato, poiché l'Italia contemporanea, a differenza di altre realtà dell'Occidente è stata ed è povera di nuove creazioni artistiche.[...]

Cose del genere non si sentono neanche da alcuni di quei professori fondamentalisti dell'Architettura (come cura sociale) e ad un "ingenuo" come me piace sentirle.
Che sia la volta buona che l'Architetto torni a contare qualche cosa nella società?
Speriamo che le cose vadano bene, comunque il vecchio detto è sempre valido: "Fatta la legge, trovato l'inganno", oppure per chi è ottimista e preferisce le leggi di Murphy (come me): "I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedir loro di nuocere".

Per chi vuole leggere il testo integrale del Disegno Di Legge:


sabato 8 novembre 2008

Resoconto Mensile

Si è deciso che di mese in mese ci sarà un post che cercherà di tirare le somme di quanto dibattuto...questo per 2 motivi....Primo, non rendere il discorso troppo frammentario e secondo, per riassumere un po', al fine di seguire i nostri ragionamenti e la nostra folle e disperatissima ricerca di "Architettura".
Non avendo noi risposte (tutt'altro, al massimo abbiamo qualche domanda) e non padroneggiando la materia, crediamo che l'unico modo di capirci qualche cosa, sia ragionarci assieme.
Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro che partecipano (e anche coloro che leggono solo di striscio i nostri deliri, come biasimarli).

MaurizioArturo e Domo


I primo post di Frustrazioni Architettoniche è dedicato alla Biennale di Venezia, che dovrebbe essere la cartina al tornasole di ciò che accade in Architettura.
E cosa accade in Architettura in questo periodo? Accade che l'Architettura "va oltre l'edificio"...diventa solo un problema geometrico e di visibilità, di pubblicità e di carta patinata.
La libertà data dalle nuove tecnologie e dal disegno computerizzato, ha tirato su un bel caos, non tanto per quanto riguarda l'edilizia in se (un po' si dai), quanto per la mole di teorie e di forme che ci troviamo a studiare, che dicono tutto ed il contrario di tutto.
La globalizzazione (intesa come amalgamarsi delle società occidentali) e il bisogno di visibilità, in questo ambito culturale spinto fino ai suoi limiti, da vita ad architetture che spesso vanno contro il loro primario motivo di esistere, che fanno la voce grossa, ma che valgono poco.
Capire il da farsi è complicato in quanto bisogna ragionare a due scale differenti (cosa che a noi del "mestiere" dovrebbe riuscire bene), quella delle Archistars e quella dell'Architetto "comune" (che vorrebbe essere un'Archistar ... hehe).
I grandi Architetti del nostro tempo, sembra abbiano tutti ragione e che le loro teorie "proprio non si battono"... ma spesso si trovano in tale disaccordo che si fa fatica a credere all'uno più tosto che all'altro.
Il loro mestiere, non è (solo) antropizzare lo spazio di modo da rispondere al meglio e con il minor dispendio di energie ai bisogni dell'uomo  (della società), ma è curare le pubbliche relazioni, essere pubblicati su riviste patinatissime (con le pagine di CasaBella ci si può costruire il ponte sullo stretto di Messina), farsi riconoscere...e far riconoscere i propri edifici.
Nulla di male per carità, fa parte del mestiere dell'Architetto fin dai primordi (forse solo l'imperatore romano Adriano 76-138 d.C. poteva sfuggire a ciò e pensare solo ed esclusivamente all'Architettura, ma neanche troppo).
E così, gli Architetti comuni e gli studenti, per non esser da meno, cercano di seguire i loro dettami, partorendo spesso "cose", che tutto sono, tranne che architettura.
Ci sono progetti (delle archistars di solito) che vincono concorsi e che poi non possono essere realizzati!
Questo vuol dire solo una cosa...che si è persa la dualità (diventando dualismo) progetto-edificio.
Il progetto non è dato (solo) dalla geometria, non è fatto per essere bello sulle tavole, chi lo fa dovrebbe conoscere fino al bullone che collega superiormente l'estremo inferiore del corrimano destro (nel senso di salita) della 2° rampa del corpo scala sud-est del "suo" edificio.
Bisogna costruire per elementi tecnici, architettonici...certo poi è importante anche la ricerca, è importantissima anche la Venustas dell'edificio, ma è più importante ancora che l'edificio "funzioni".
L'Architettura è anche (e forse è il suo scopo più nobile) il segno che lascia la nostra società alla storia, e da questo punto di vista si potrebbero giustificare molti edifici... in fondo viviamo nella (spesso) vuota società dell'immagine.
Abbiamo le tecnologie, abbiamo le tecniche, abbiamo lo Spazio e il Tempo, nulla ci è precluso, ma serve giudizio e "moralità".


mercoledì 5 novembre 2008

Il tempo è nostro alleato, lo spazio...anche


Un irriconoscibile Renzo Piano, appena trent'enne (è proprio vero che gli uomini sono come il buon vino e non solamente per quanto riguarda l'aspetto), presenta la sua idea di Casa.....
Non so visto 30 anni fa che effetto mi avrebbe fatto questo video, ma sembra così lontano nel tempo e soprattutto nello spazio (architettonico e sociale).....e le sue parole.....mi sembrano fiacche.
Credo che una buona "baracca" (vedi R. De Rubertis), di quelle da favelas, sia meglio della sua "prigione".
Merito giusto per lo spunto di flessibilità e di psicologia, in un progetto che fa acqua da tutte le parti.
Questo video ha quietato un po' il mio animo, mi ha fatto sentire meno inetto.
Abbiamo tempo per studiare e progetteremo le nostre torri del New York Times, per ora testa bassa e pedalare.

giovedì 30 ottobre 2008

Narcisismo Architettonico

Il commento di Andrea al post precedente mi ha fatto sorgere un dubbio Amletico (nel vero senso della parola).
Guardando gli edifici (almeno quelli delle Archistars) è facile risalire all'Architetto che li ha "partoriti", ma quanto è giusto avere uno stile "proprio"? O meglio, come si fa ad avere architetture tanto diverse?
Se L'Architetto è uno "strumento" della società, atto a regolare (e creare) lo spazio antropico, il suo stile dovrebbe rispecchiare la società (che lo ha formato o che lo ospita) e non dovrebbero esserci grandi differenze tra gli stili dei diversi architetti (tanto più con la società della globalizzazione).
Questo per estremizzare, è chiaro che accade di rado, perché ognuno ragiona con la propria  testa e magari partendo (anche) dagli stessi presupposti, si possono raggiungere risultati diametralmente opposti (più o meno condivisibili).
Ma cosa vuol dire "avere uno stile"?....Quanto ha a che fare con l'ego di una singola persona (che sarebbe poi l'Architetto?)?
Magari è solo il manifestarsi di tutto un bagaglio culturale, non personale, ma di tutta "una" società, sulla punta della matita di un Architetto che fa le stesse ricerche, ma con punti di vista (o analizzando aspetti) differenti, rispetto ad un'altro Architetto con un differente "stile".
Ma cosa succede nelle grandi metropoli (e non solo) dove le culture si intrecciano e nascono nuove società (vedi sempre la globalizzazione)?
A rigor di logica si creano nuovi "stili", che però essendo sporadici e mescolati fra di loro, divengono difficilissimi da gestire e da analizzare.




lunedì 27 ottobre 2008

L'Architettura Economica

Non voglio parlare di case fai da te o di edifici di paglia e fango.
Voglio parlare di progettazione, spero di buona progettazione e di buoni edifici.
(magari quanto segue ci aiuta anche a capire l'architettura pornografica)

Penso che per progettare bisogna affidarsi alle 3E (solitamente seguite dalle aziende, in special modo quelle pubbliche): Efficienza, Efficacia ed Economicità (io l'ho imparato in un tirocinio sulla progettazione e gestione ospedaliera che naturalmente non mi fa fruttato neanche un punto di credito, ancora rosico)... 
L'Efficienza sarebbe il massimo rapporto tra i risultati ottenuti e i mezzi impiegati per ottenerli. (in fisica efficienza=potenza in uscita/potenza in entrata e questo rapporto è compreso tra 0 e 1 per la legge della conservazione dell'energia prendendo in esame un sistema chiuso); potremmo (semplicisticamente) dire che in architettura l'efficienza è il rapporto il costo dell'edificio (inteso come capitali utilizzati per la costruzione, la manutenzione e la gestione nonché lo "spazio" occupato, ecc) e il giovamento che se ne trae (la rispondenza delle funzioni rispetto ai bisogni reali, gli introiti monetari, la durabilità fisica e metafisica, la soddisfazione degli utenti intesi anche come chi subisce l'edificio).... spero di essere chiaro ...AIUTATEMI
L'Efficacia è il raggiungimento con successo degli obbiettivi prefissati.....che a volte coincidono solamente con la "visibilità" (la risonanza sociale e culturale dell'edificio). Che l'edificio produca l'effetto voluto e magari anche di più tramite varie sinergie.
Per Economicità non intendendo lo spendere poco, ma lo spendere bene, utilizzare tutti gli spazi (possibilmente creare solo spazi utili che in termini architettonici è molto diverso), costruire in modo da aver bisogno di poca manutenzione (ma potrebbe anche convenire costruire qualche cosa che duri solo pochi anni), risparmio energetico, risparmio di tempi.
Quindi essere ECOnomici vuol dire utilizzare in modo efficiente le risorse a disposizione (spazio, conoscenza, capitali e perché no contesto), raggiungendo in modo efficace gli obbiettivi (pubblicità, cultura, lucro, benessere, riparo, ecc)
L'edificio deve avere la migliore "configurazione energetica" possibile (non solo in senso fisico)

Dobbiamo essere ECONOMICI, che in senso di "forma" architettonica vuol dire costruzioni a "bassa complessità" quando c'è poco da dire e molto da fare e costruzioni "complesse" quando si ha poco da fare e molto da dire.

giovedì 23 ottobre 2008

Abitare il centro commerciale

Oggi con Domo si dibatteva del post precedente e sui LandMark (invece di stare a lezione di restauro) e le varie divagazioni ci hanno portato ai Centri Commerciali, che oramai (soprattutto in Lazio e in Campania) pullulano, nonostante i (relativamente) pochi clienti.
Per spiegarvi come ci siamo arrivati ai centri commerciali ci vorrebbero altri 3 post, vi risparmio (per ora).

Al 5° caffè, improvvisamente, un' intuizione!

"Siamo passati dalla società industriale a quella commerciale, magari i centri commerciali diverranno obsoleti o superflui, e si creerà un archeologia commerciale."
Se dopo una serie di eventi, i magazzini industriali sono diventati Loft, non è che una volta finito questo consumismo selvaggio (per ipotesi, se mai dovesse finire)  ci troveremo ad avere (a patto di un'alta domanda abitativa) appartamenti negli (ormai) ex-centri commerciali?
Certo capisco che le strutture che li accolgono non sono assolutamente fatte per durare e che tutto il discorso stenta a stare in piedi, ma mi sembra un'ipotesi affascinante.
Quelli più grandi potrebbero diventare tipo città nella città, con i servizi base direttamente al loro interno, tipo Residence Metropolitani.
C'è anche da dire che la riconversione risulterebbe ben più complicata rispetto a quella dei magazzini del 1800 a causa dell'elevata specializzazione raggiunta da questi enormi LUOGHI (continuo a fare a cazzotti con i "non luoghi" di Marc Augè), ma confido nella loro naturale e genetica "flessibilità".

So di essere un pazzo e un visionario, ma vorrei vedere voi a bere 5 caffè dalle macchine automatiche di Valle Giulia.

Nell'immagine la bandiera proposta da Koolhaas per l'Unione Europea

mercoledì 22 ottobre 2008

Verso un architettura!...non ipogea...però ca**o


Nei commenti al post precedente, per chi non li avesse letti, si è, tra le cose, parlato di quella che ormai a noi piace definire architettura "pornografica" portando tra gli esempi l'architettura stravagante degli MVRDV a Madrid (il Mirador) in contrapposizione ad un'architettura spagnola più discreta e meno invasiva.

Questo edificio è un ottimo esempio di quella che mi sembra stia diventando una tendenza diffusa, un architettura pornografica, a prescindere da stile e "agghindamento", nella sua scala.
Un'architettura che sembra avere la pretesa di risolvere il problema di una periferia anonima grazie al suo salto di scala rispetto al contesto (Voglio precisare che le mie osservazioni si riferiscono esclusivamente alla sua scala rispetto al contesto,trovo altresì l'edificio molto interessante per molteplici motivi). Mi sembra voglia proporsi con la sua immagine come elemento di identità per il quartiere.Ma può una sola immagine, per quanto visibile, diventare elemento identitario per una comunità, senza essere accompagnata da una funzione sociale o di memoria storica o non so cos'altro?O un edificio residenziale, per quanto interessante, rimane sempre e solo un edificio residenziale, al massimo capace di diventare un elemento utile al solo orientamento?
Il progetto sembra essere un travisamento della cultura della congestione di koolhaas (ma di questo non sono per niente certo, la sto approfondendo in questo periodo).
Penso che per riqualificare le aree metropolitane delle nostre città sia più auspicabile trovare soluzioni ripetibili e che non presuppongano la loro unicità.

Questo edificio è esemplificativo di un modo di fare architettura oggi, dove la visibilità è tutto. Se non sei visibile non esisti (vedi proliferazione di blog personali e social network) e molti architetti , complici le amministrazioni committenti, hanno la presunzione di impiantare i loro arroganti e alieni totem autoreferenziali senza pensare che questi verranno poi subiti per decenni da una miriade di persone.

Il mio discorso è provocatoriamente esasperato, e non penso certo che dovremmo fare solo architetture ipogee, penso solo che sia importante fermarsi a riflettere su quanto e in quali casi sia lecito fare interventi di landmark.

P.S. L'idea di collegare la terrazza del 12 piano del Mirador direttamente a terra per renderla accessibile al pubblico sembra sia stata abbandonata.

Adesso torno a leggere topolino...

domenica 19 ottobre 2008

Maledetti Architetti

Oggi non mi va di scrivere, ho beccato l'influenza e il tip tap delle dita sulla tastiera rimbomba nella mia testa provocandomi malessere diffuso.
Ho quindi deciso di postare un link relativo ad un video di uno spettacolo di Beppe Grillo (non che io lo stimi troppo), guardatelo con gli occhiali da sole e con i paraorecchie. 
Non sono d'accordo con tutto quello che dice e spero che neanche la maggior parte della popolazione mondiale lo sia.
Ma si sa che il suo mestiere è esasperare tutto (a volte informando, a volte disinformando), quindi dandogli il giusto peso, potrebbe tornarci utile.



Su una simile lunghezza d'onda è Tom Wolfe, autore di Maledetti Architetti, dal Bauhaus a casa nostra, edito da Bompiani.
Un libricino facile da leggere tanto quanto da dimenticare, ma che è un input che i "fruitori"(come li chiamiamo noi) ci mandano, sta a noi coglierlo e smistarlo.

giovedì 16 ottobre 2008

Matita V.S. Mouse

I tecnigrafi escono fuori produzione, mentre i programmi di disegno computerizzato assistito la fanno da padroni.
Ed io alla prima lezione di Lab. di Urbanistica mi sento dire che con tutta probabilità le tavole andranno redatte a mano...........
un attimo.... stiamo scherzando?..
non mi sento di criticarlo come metodo d'insegnamento (apprendimento), ma almeno non dateci da fare tavole in A0 (mondo crudele).

So di essere spietatamente di parte, avendo imparato prima a disegnare al computer e solo successivamente a mano (non credete, sono discreto anche riga e squadra hehe), ma credo che l'aiuto del disegno assistito (vettoriale o raster) sia stato male interpretato da alcuni nostri professori, legati ancora a dettami imposti dal "vecchio" mezzo di rappresentazione.
Gli edifici che si erigevano nell'antichità, erano anche frutto del modo di progettarli (rappresentarli), lo stesso per il medioevo, lo stesso per gli edifici moderni.....
Le tecniche di rappresentazione (credo) abbiano influenzato il progetto più di quanto non abbia fatto la teoria compositiva (le tecniche costruttive sono un'altro discorso).
Il progetto del XXI° secolo non può seguire i dettami del tecnigrafo, della riga e della squadra..... bisogna cogliere le possibilità offerte dai nuovi strumenti, che ci permettono di controllare cose neanche concepibili solo 40 anni fa.
Se il disegno è una protesi della nostra mente, gli strumenti di disegno (tutti), sono l'interfaccia tra i nostri pensieri e il disegno (e lo influenzano naturalmente), modificano il nostro disegno e la nostra progettazione.
Sicuramente il disegno computerizzato ha ancora bisogno di affinamenti e di qualcuno che sappia davvero insegnarlo.
Ci saranno innumerevoli incidenti di percorso, poter fare tutto (grazie anche alle evoluzioni tecniche generali), pone grandi difficoltà, la libertà è complessa, più si è liberi (si parla di tempi più che altro) e più si può sbagliare.

Naturalmente la matita resisterà, come primo approccio al progetto, ma per quanto ancora?

mercoledì 15 ottobre 2008

Sul mestiere dell('EX)Architetto

Ieri ero a lezione di Laboratorio di Restauro (naturalmente sono arrivato con 1 ora di ritardo), entrato in aula e preso posto, subito mi si sono girate le budella. 
Il prof. (giustamente) tuonava:"basta con lauree tipo Architettura del Paesaggio, Scienze dell'architettura, Architettura del Restauro, Architettura di questo e Architettura di quest'altro".
Questo è un discorso trito e ri-trito, l'architetto tende (come già ha fatto l'ingegnere), a specializzarsi sempre più in un' unica materia (o in un solo aspetto della singola materia), e molti temono che si perda di vista il progetto generale (non inteso in senso edile).
Arriveremo ad avere l'architetto delle scale, l'architetto dei garage, l'architetto del bagno (cosa che per altro in USA si sta già verificando).
Credo sia una normale evoluzione del mestiere, oramai gli studi di progettazione (all'estero) arrivano ad avere 100 e più architetti, non che tutti lavorino alla stesso progetto, e tantomeno tutti possono seguire il progetto dall'inizio alla fine, e per primeggiare e far valere loro ragioni hanno bisogno di specializzarsi, di dar giustificazioni inappellabili (tipo avvocati).
Si potrebbe pensare che almeno una manciata di Architetti, ai vertici in ufficio, loro si, loro facciano architettura.
Ma neanche per sogno, loro magari indirizzano la progettazione, cercano di tirare acqua al loro mulino, ma di sicuro non riescono a fare architettura.
Nessuno può seguire il progetto dal rilievo alla costruzione (anche a causa della normativa ahimè indispensabile), e così penso si perda qualcosa.

Certo la divisione di specializzazioni che facevo prima è piùttosto semplicistica (spero), ma è un rischio che corriamo, ritrovarci a disegnare bagni per 10 anni.........
........."SOB".......
..... hehehhe