martedì 18 novembre 2008

Architettura Andata (+Ritorno?)



Girovagando tra i vari siti che trattano Architettura (o almeno ci provano, come me d'altra parte), mi sono imbattuto in alcune immagini del progetto di Zazza per il Museo Betile a Cagliari....non è di certo il mio tipo..però affascinante... non c'è dubbio...
Ma sarà per la forma inusuale, sarà per il bianco, mi risale alla mente Kasimir Malevich, il pittore Suprematista del "Quadrato bianco su fondo bianco".
Malevich (che studiò tra le varie cose anche Architettura), con il suprematismo, volle arrivare al punto ZERO della pittura, sostenendo che dal Rinascimento fino ai suoi tempi (1878-1935), la rappresentazione (dal punto di vista visivo) fosse regressa (in senso positivo) tanto quanto si era affinata dalle pitture rupestri al Rinascimento.
Sosteneva che l'importante era l'emozione, cercava l'espressione pura, senza rappresentazione.
Quindi dipinse una serie di opere che servirono a raggiungere il suo scopo, passando così per "Quadrato Nero" e "Punto Nero" arrivò ad un quadro dipinto di bianco in senso orizzontale con un quadrilatero sempre bianco con pennellate verticali...."Quadrato Bianco su Fondo Bianco".
Non è come dire "abbiamo toccato il fondo, ora possiamo solo risalire"(come solo un ingenuo  potrebbe pensare) tutt'altro.
Con quell'opera Malevich libero la pittura dalla mera rappresentazione del visibile, per farne qualcosa di più (anche se già si faceva qualcosa, per esempio nel De Stijl), qualcosa di emozionale, di "giusto"(oserei dire).
Tornando a Zazza, nelle sue ultime opere mi sembra che lei cerchi di arrivare ad una specie di Suprematismo Architettonico, eliminando architravi, angoli retti, "il sopra ed il sotto", pilastri, struttura, "verso", tetto e quant'altro sia "Architettonico" ai propri edifici.
Ma Betsky (curatore della Biennale di Venezia di ques'anno) l'ha anticipata, facendo togliere dall'Architettura anche la funzione, con il tema proposto:" L'Architettura oltre l'edificio".
Che si prospetti un "Ritorno all'Ordine" come nell'omonimo libro di Elena Pontiggia? (Modernità e classicità. il ritorno all'ordine in Europa dal primo dopoguerra, Bruno Mondadori Editore).
Aspettiamo il ritorno al classicismo, sperando che sta volta non sia il solito Neo-Classicismo.
Naturalmente non sono ne un critico ne uno storico d'arte, sono consapevole di poter essere smentito in qualsiasi momento, ma l'Arte esiste anche per essere interpretata dai pirla come me.


2 commenti:

Andrea ha detto...

C'è una differenza tra le varie arti visive...
La pittura è un'arte sia presentativa che rappresentativa, mentre l'architettura dev'essere per forza di cose unicamente presentativa.
Personalmente preferisco molto la pittura presentativa , o per lo meno concettuale , a quella rappresentativa e naturalistica.
Zaha Hadid è una degli architetti che ha e sta continuando a rivoluzionare il mondo dell'architettura .
Se per certi versi la sua può sembrare un ritorno all'espressionismo , ad un nuovo plasticismo che fa dell'edificio una scultura a tutto tondo , dall'altro lato la rivoluzione concettuale di struttura è fondamentale nella sua poetica.
Non esiste più il pilastro , non esiste un solaio, e nemmeno una trave : è un'architettura = forma .
Non ci sono eguali , non che sia la sua la poetica migliore , ma la sua concezione dell'architettura ,giusta o sbagliata che sia , non ha eguali .

Maurizio Arturo ha detto...

Non ha eguali...non v'è dubbio...
Ma tipi come Renzo Piano, portano avanti indubbie migliorie tecniche...utili per tutta l'edilizia (anche dell' Architettura Vurgaris)... mentre Zazza, la vedo più come scultrice... anche perchè lei consegna i preliminari...poi la cantierizzazione non è certo affar suo (vedi MAXXI cantiere infinito e progetto discutibile).

La mia predilezione per la tecnica mi costringe a scegliere per i tipi come Piano... ma in fondo servono entrambe le figure.